Internet non ucciderà i giornali ma la “carta” dovrà adeguarsi
La Repubblica, testo di Enrico Franceschini del 6 maggio 2008 - Il futuro dei giornali è più roseo di come solitamente lo si dipinge. Questo almeno è il parere di oltre 700 direttori di quotidiani di tutto il mondo, che in un sondaggio si dicono a grande maggioranza “ottimisti” sulla transizione dall’informazione su carta a quella digitale. Tra notizie di profitti in calo, pubblicità in ribasso e riduzione degli organici, l’indagine “Trends in newsrooms -
“I risultati della nostra inchiesta indicano la disponibilità al cambiamento, l’adattabilità alle nuove tecnologie e l’interesse a sviluppare una forma multimediale di informazione, da parte della stragrande maggioranza dei direttori, capi-redattori e redattori, in tutti e cinque i continenti”, ha dichiarato George Brock, presidente del World Editors Forum e direttore dell’edizione del sabato del Times di Londra (…).
L’85 per cento dei direttori interpellati si dicono ottimisti o relativamente ottimisti circa il futuro dei giornali. L’86 per cento concordano che una redazione multimediale integrata, in cui cioè i redattori lavorano non solo per l’edizione cartacea ma danno contributi anche a quella on line e ad altre forme multimediali, sia la formula giusta e necessaria per l’informazione odierna. L’83 per cento sono convinti che, nel giro di cinque anni, tutti i redattori saranno tecnologicamente in grado di produrre in modo autonomo contenuti per ogni tipo di piattaforma multimediale. L’83 per cento è parimenti convinto che il modo in cui è fisicamente organizzata e strutturata la redazione sia importante per giungere al suddetto obiettivo.
Altre indicazioni del sondaggio: il 67 per cento dei direttori credono che, in un mondo in cui le notizie arrivano quasi nello stesso istante in cui accadono attraverso siti Internet, blog, telefoni cellulari, sia importante per la stampa quotidiana aumentare le sezioni dedicate ai commenti, alle analisi, agli approfondimenti. Il 44 per cento pensa che Internet diventerà il modo più comune di leggere un giornale e ricevere informazioni. Il 56 per cento ritiene che in futuro i giornali di carta saranno gratuiti, così come sono già le loro edizioni Internet. Il 58 per cento indica nel declino dei lettori più giovani la minaccia principale per il futuro immediato. E il 65 per cento prevede che ci saranno sempre più forme di “outsourcing” anche nel giornalismo, non nel senso che le redazioni verranno trasferite a Bangalore, in India, per risparmiare, come accade per i call-center e altri business, ma nel senso di partnership più strette tra giornali, scambio di servizi, sindacati ovvero acquisto e vendita di articoli da altre fonti, e così via. (…)
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