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Facebook e MySpace sposano la privacy

di Simona Petaccia (20/10/2008 - 20:11)

VNUnet.it, 20/10/2008 - (…) Gli utenti di tutti i siti di social network, mettono online molte informazioni personali e sensibili. Lo scorso luglio, la Relazione annuale al Parlamento del Garante della Privacy aveva messo in guardia dai rischi del Web 2.0 e dall’invasione delle nuove tecnologie sulla privacy.

Le regole cambieranno da sabato. Settanta Garanti della Privacy, Italia compresa, hanno deciso il divieto di indicizzare sui motori di ricerca le informazioni sensibili dei partecipanti ai social network. Verranno indicizzati solo i profili con esplicito permesso. (…)

Ma uno dei rischi connessi alla sovraesposizione sul Web 2.0 è il furto di identità. (…)

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Irresistibilita’ della micro-informazione in tempo reale

di Simona Petaccia (11/09/2008 - 16:44)

Psicocafè, testo di Giulietta Capacchione, 08/09/2008 - (…) Che cosa spinge milioni di persone a condividere incessantemente minuto per minuto la propria vita e altrettanti milioni di persone a interessarsi incessantemente minuto per minuto della vita altrui? Gli scienziati sociali la chiamano “consapevolezza ambientale” e, a quanto pare, è per molti irresistibile.

E’ una specie di consapevolezza estrema del ritmo della vita di qualcuno altro, un ritmo mai conosciuto prima. Si può sapere quando un contatto sente le prime avvisaglie di un raffreddore e poi scopre di avere la febbre e poi, dopo qualche ora, si sente meglio. Oppure si può sapere chi sta avendo una pessima giornata al lavoro, quali siti sta visitando (…) dove si trova fisicamente o cosa sta pensando o se si sta facendo un panino.

Il paradosso della consapevolezza ambientale è che ogni piccolo aggiornamento, ogni singolo bit di informazione sociale è insignificante di per sé, anche estremamente superficiale talvolta. Ma prese tutte insieme, nel tempo, queste microinformazioni diventano un ritratto sorprendentemente sofisticato della vita altrui, fornendo la possibilità di un’esperienza psicologica interpersonale del tutto inedita.

Nel mondo reale nessuno telefonerebbe a qualcuno per dettagliargli il fatto che sta mangiando un panino o che sta visitando un certo sito internet o che si trova in biblioteca.  L’informazione così minuta e in tempo reale si trasforma in una sorta di lettura della mente a distanza. (…)  

Si finisce per realizzare un legame sociale spesso più intimo di quello che si ha con certi familiari o amici con cui ci si sente qualche volta al mese. (…)

Ma c’è un limite al numero di persone con cui si può instaurare una forma di “amicizia” del genere? (…) Nel 1998, l’antropologo Robin Dunbar stimò che il massimo numero di connessioni sociali che un essere umano può avere è di 150 persone, e diversi studi psicologici hanno confermato che i gruppi umani che si costituiscono spontaneamente si aggirano intorno alle 150 unità, fenomeno che è chiamato appunto Numero di Dunbar. (…)

In realtà le persone sembrano mantenere pressocchè inalterata nel numero la loro cerchia di amici intimi, benchè il contatto incessante renda i legami incommensurabilmente più ricchi. Ciò che si accresce a dismisura è il numero dei conoscenti, persone che si sono incontrate a un congresso, vecchi amici del liceo o persone incontrate a una festa.

Prima dell’avvento di queste applicazioni di social network questi legami deboli e transitori si spezzavano facilmente e uscivano rapidamente dall’attenzione e dalla vita delle persone. Stabilito un contatto (…) invece, questi fortuiti incontri del destino cominciano a esistere, per di più in una forma inedita ed estremamente saliente e finiscono per non essere più perduti. (…)

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Il social network ‘Top Secret’: Fbi e Cia lanciano A-Space

di Simona Petaccia (09/09/2008 - 22:06)

La Repubblica, testo di Mauro Munafò del 09/09/2008 - ALLA fine la moda dei social network ha contagiato anche Cia ed Fbi. La Central Intelligence Agency e il Bureau stanno per mostrare al mondo la loro ultima arma contro il terrorismo globale e, sorpresa, somiglia tanto a Facebook e MySpace. Il prossimo 22 settembre vedrà la luce A-Space, quello che a tutti gli effetti può essere definito il “social network delle spie”, ma non solo.

A-Space. Il progetto coinvolge Cia, Fbi e le altre 14 agenzie di intelligence Usa che fanno parte dell’Ic (United States Intelligence Community), tra cui sono presenti anche Dea ed Nsa. Scopo degli 007 americani è realizzare una piattaforma multimediale attraverso cui condividere tutte le informazioni delicate su terrorismo e pubblica sicurezza (…).

I responsabili del Dipartimento nazionale di intelligence (Dni) hanno così pensato di prendere spunto per la loro piattaforma da uno dei fenomeni più in voga sul web: i social network. (…)

L’estrema frammentazione delle agenzie americane ha fino ad oggi reso complicato il lavoro in team, visto che ogni sigla possiede i suoi archivi riservati, protetti da vari livelli di sicurezza: non proprio il massimo insomma per lavorare in velocità. Secondo le stime del Dni, A-Space sarà utilizzato ogni giorno da più di 10 mila agenti dell’intelligence (…).

Sicurezza e doppio gioco. Anche per le spie vengono però alla luce i problemi emersi in questi siti. Ovvero - ironia della sorte - sicurezza e privacy. (…) Gli amministratori del network hanno programmato il sistema in modo tale che possa essere usato solo da utenti con un adeguato livello di accesso a documenti riservati, e solo se queste fonti risultano rilevanti per il suo incarico. E ogni volta che qualcuno accede alla rete, viene avvisato anche tramite altri sistemi che il suo account potrebbe essere stato rubato, come già avviene per i possessori di carte di credito. (…)

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Social Network, è vero business per l’advertising? No, più per le PR

di Simona Petaccia (30/03/2008 - 22:33)

Pranista, 30/03/2008 - Un articolo dell’Economist di questa settimana mette in discussione la possibilità che i social networks divengano veri e propri business in sé grazie all’advertising. (…)

Il tentativo di generare introiti tramite i social network con una sorta di raccomandazione automatica sugli acquisti è stato abbandonato per le proteste degli utenti stessi. In pratica il servizio (…) ad ogni acquisto di Pinko Pallino segnalava tramite rss al network di amici dello stesso Pinko Pallino l’acquisto, incentivando quindi una sorta di passaparola-raccomandazione. (…)

Se da un lato si tratta di un segnale negativo per il business dell’advertising, dall’altro conferma che c’è spazio proprio per un lavoro di PR. Se è indubbio che i network rappresentano un’opportunità di comunicazione-passaparola, è solo un lavoro sugli influenti (i nodi del network) di ascolto, analisi e gestione della relazione a poter dare i migliori frutti. E non un meccanismo indistinto (er quanto targettizzato) di advertising.

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I social network influenzano la percezione dei brand

di Simona Petaccia (26/02/2008 - 20:38)

eXtrapola 26/02/2008 - (…) Dall'indagine effettuata in questa settimane dalla società Hitwise, "The Impact of Social networking in the UK", emerge come le community on-line stiano diventando uno dei principali aggregatori di opinioni commerciali. La maggior facilità di dialogo fra internauti moltiplica le possibilità di interazioni sul web e sta facendo emergere leader carismatici, i "superadvocate", che in queste community riescono ad incidere pesantemente sull'immagine di marchi ed aziende. (…)

Il fenomeno ha un ruolo estremamente rilevante soprattutto tenendo conto della tipologia di internauti che questi portali di social networking attraggono. Cresce infatti il numero di fruitori in età media e avanzata: a fine 2007 i fruitori con più di 55 anni sono stati il 15,7% contro il 9,5% dell'anno prima. L'analisi è chiara: i responsabili d'acquisto passano in rete sempre più tempo e gran parte delle informazioni che cercano le trovano nei social network. (…)

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Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico sales@extrapola.com  indicando il codice “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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