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Il premio per la liberta’ di stampa ‘Citta’ di Siena - Information Safety and Freedom’

di Simona Petaccia (23/11/2008 - 23:30)

CulturalNews, 23/11/2008 - Sayed Parwez Kambakhsh, studente di giornalismo, 24 anni, condannato a morte per blasfemia, pena recentemente ‘ridotta’ a venti anni, e Nasim Fekrat, 25 anni, blogger e fotoreporter, sono i due giovani a cui verrà consegnato il riconoscimento.

La cerimonia di consegna del premio si terrà venerdì prossimo, 28 novembre 2008, alle 11, presso Palazzo Squarcialupi in piazza del Duomo, a Siena. (…)

Il Premio “Città di Siena-Isf” viene assegnato ogni anno a giornalisti stranieri. Un premio coraggioso, che nel 2008 va alla forza di due giornalisti che operano in Afghanistan, con una grande attenzione ai diritti delle persone, delle donne in particolare, e alla libertà di informazione in rete. Sayed Parwez Kambakhsh, infatti è stato condannato con l’accusa di oltraggio all’Islam per aver scaricato da Internet e poi diffuso un articolo che commentava un passo del Corano relativo al ruolo delle donne nelle società islamiche. La comunicazione in rete attraverso i blog è invece l’attività per cui Nasim Fekrat ha ricevuto minacce volte ad impedire la presenza e la diffusione di una voce libera. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] culturalnews.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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L’Italia faccia ogni sforzo per tutelare Sayed Kambakhsh

di Simona Petaccia (21/10/2008 - 18:09)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, 21/10/2008 - L’Unione Nazionale Cronisti chiede al governo, alle istituzioni e a chiunque ne abbia la possibilità, di esercitare il massimo di pressione per tutelare Sayed Parwez Kambakhsh, il giovane cronista afgano che era stato condannato a morte e che in appello ha avuto oggi una condanna a 20 anni di reclusione.

Come era evidente dalle accuse formulate nel tribunale tribale di Mazar-i-Sharif, e come ha spiegato il fratello Sayed Yaqub Ibrahimi - che nello scorso marzo è venuto a Viareggio a ritirare il Premio Cronista internazionale assegnato a Parwez - il giovane cronista è del tutto innocente e le accuse che gli sono state rivolte sono servite ad ammonire la stampa a non interessarsi delle vicende che riguardano i signori della guerra e le spartizioni territoriali dell’Afghanistan.

L’Unione Cronisti chiede quindi che riparta la mobilitazione internazionale a favore di  Sayed Parwez Kambakhsh e della libertà di stampa in Afghanistan e che anche il governo italiano si adoperi affinché da parte di tutte le istituzioni afgane, a cominciare proprio dalle aule giudiziarie, siano garantiti la legalità e i diritti umani.

La democrazia che anche l’Italia sta cercando di costruire in Afghanistan, con il suo impegno politico e militare, non può rinunciare ai  principi dell’inviolabilità della vita e della libertà di stampa e di opinione.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente @ unionecronisti.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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