Ciao sono Simona Petaccia
Vedi il mio profilo


Dicembre 2008

DLMM GVS
1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Tag giornalismopartecipativo

Che c’entra il giornalismo col tg faidate

di Simona Petaccia (10/12/2008 - 22:15)

LaStampa, testo di Mimmo Cándito del 10/12/2008  - Dunque anche i giornali americani franano nei conti in rosso, implodono dentro le loro pagine, erodono la tradizione d’un modello che sembrava eterno. E non è nemmeno detto che sopravvivano fino al 2043, come qualcuno profetizzava. Ma non è un problema soltanto dei giornali, cambia da dentro, in profondo, il modo di fare informazione. Quando gli aerei dei terroristi s’infilarono nella pancia delle Torri, furono le immagini di alcuni filmati «amatoriali» a darci la prima notizia di quel mattino di settembre che stava cambiando il mondo. E furono di nuovo i filmati «amatoriali» che ci raccontarono lo tsunami o ancora, qualche tempo dopo, l’angoscia e la paura di una Londra sconvolta dagli attentati nell’Underground. Il lessico della vecchia cultura mediatica definisce «amatoriali» quelle immagini; ma oggi il loro nome è «citizen journalism». E poiché le parole non sono puri accidenti, la nuova formula apre un percorso che va al di là d’una classificazione di comodo.

Il «giornalismo cittadino» (o, per altri, «giornalismo partecipativo») è sicuramente il prodotto diretto delle nuove tecnologie elettroniche (…) capaci di registrare e riprodurre la realtà senza il passaggio obbligato di una particolare competenza tecnica. (…)

Va detto che quanto s’è visto finora è sconsolante. Ma non è questo che conta, certamente arriverà prima o poi qualcosa di più interessante. No, il problema sta nella presunzione di partenza, quella che definisce «giornalismo» la trasmissione di alcune immagini acchiappate casualmente e poi consegnate al consumo pubblico. Come se un «documento» compendiasse ed esaurisse il lavoro giornalistico. (…)  

Ma nel concetto di «citizen journalism» c’è qualcosa di ben diverso dalla trasmissione di un filmato «amatoriale». C’è il progetto di un passaggio tendenziale del lettore-spettatore da «consumatore passivo» a «corresponsabile attivo»: i massmedia che si aprono ai commenti dei loro utilizzatori, che attivano forum di discussione del loro pubblico con i redattori, che sollecitano il pubblico a farsi fonte d’informazione (i filmati, le telefonate di segnalazione, i documenti offerti etc.), mostrano di voler affrontare senza timori la sfida delle tecnologie. Tuttavia, questa mutazione in corso non può realizzarsi con la cancellazione - o l’emarginazione - dei dati genetici del giornalismo, del suo compito cioè di offrire una credibile capacità di distinzione tra ciò che è «vero» da ciò che è «verosimile». La fascinazione delle nuove tecnologie tende a erodere quella distinzione, e già qualche tempo fa Paul Virilio ammoniva a badar bene che la realtà offerta dai massmedia non crei una «telerealtà», e dunque che - grazie ad una produzione mediatica dove la quantità del consumo (il numero degli spettatori, o i visitatori di un sito, per esempio) ora vale più del contenuto di un messaggio - la democrazia non si trasformi in «telecrazia per cittadini infatilizzati».

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico stampaweb [at] lastampa.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Vota questo post

Agoravox, un giornalismo complementare a quello professionale

di Simona Petaccia (04/10/2008 - 22:58)

LSDI, 04/10/2008 - Sei mesi di ricerche, tre gruppi di cittadini-reporter e due giornalisti professionisti che hanno coordinato il lavoro. E’ frutto di questo impegno l’inchiesta partecipativa su Camorra e rifiuti con cui ieri si è presentata ufficialmente al pubblico AgoravoxItalia, la sezione italiana di  AgoraVox, la testata creata in Francia da Carlo Revelli con la collaborazione di Joel de Rosnay e diventata presto uno dei principali siti di giornalismo partecipativo in Europa. (…)

L’idea di base rimane quella di occupare “uno spazio che non è alternativo ma complementare al giornalismo professionale”, come ha sottolineato Piccinini, allargando la partecipazione dal basso ma affinando sempre di più i processi di controllo, sia attraverso dei software specifici che con l’intervento dei “moderatori” e poi, in ultima analisi, di una redazione professionale. (…)

Chi vuole avere maggiori informazioni può scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione @ agoravox.it indicando “Simona Petaccia”.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Vota questo post

Giornalismo partecipativo per detenuti in massima sicurezza

di Simona Petaccia (24/06/2008 - 23:32)

LSDI, 24/06/2008 - Un progetto di giornalismo partecipativo molto particolare è stato lanciato da Students Expressing Truth (S.E.T.) ed è rivolto ai detenuti di un carcere di massima sicurezza di Kingston, la capitale della Giamaica. (…)

Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo “Capitale mondiale per numero di omicidi”, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.

È proprio questa l’iniziativa che Students Expressing Truth (S.E.T.) ha deciso di portare avanti lanciando il progetto di giornalismo partecipativo denominato Prison Diaries. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Vota questo post

CitizenNews, giornalismo partecipativo su YouTube

di Simona Petaccia (24/05/2008 - 15:38)

La Stampa, 23/05/2008 - YouTube dedica una nuova sezione al "citizen journalism", coinvolgendo in prima persona i cittadini di tutto il mondo. Il canale mira a segnalare contenuti realizzati per raccontare ciò che spesso viene trascurato dai grandi mezzi di comunicazione e che viene scovato e raccontato dai fautori del giornalismo partecipativo, armati di strumenti spesso rudimentali, che vanno alla ricerca delle notizie sul posto come nella tradizione dei reportage di inchiesta. (…)

Per leggere il testo completo, clicca qui.

Vota questo post

Tag giornalismopartecipativo