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Premio Guidarello: grandi firme del giornalismo e protagonisti del mondo dello spettacolo

di Simona Petaccia (15/11/2008 - 22:18)

Il Resto del Carlino, 15/11/2008 - GRANDI firme del giornalismo e protagonisti del mondo dello spettacolo. Star della politica e ‘gastronauti’, per citare l’autodefinizione di uno dei vincitori della nuova sezione dedicata alla gastronomia. Il Premio Guidarello per il giornalismo d’autore propone continue novità al punto da far crescere anno dopo anno la richiesta di biglietti di ingresso. Così il Teatro Alighieri, pur con i suoi 835 posti a sedere sta più che stretto ai tanti che non vorrebbero perdersi lo spettacolo. (…)

L’evento verrà presentato da Elenoire Casalegno e da Bruno Vespa, che è anche presidente della Giuria del premio per il giornalismo nazionale. (…)

Per la sezione nazionale del premio i riconoscimenti andranno a Edmondo Berselli (sezione cultura), Vittorio Feltri (sezione società) e Paolo Bonolis (sezione spettacolo). Berselli (editorialista di Repubblica e L’Espresso) e Feltri (direttore di Libero) daranno certamente vita ad un serrato dibattito sull’attuale momento politico ed economico, mentre un breve video introdurrà il ‘Guidarello ad honorem’, assegnato alla memoria di Oriana Fallaci (…).

Parentesi poi tutta televisiva con Vespa-Bonolis. I vincitori della 37° edizione del Premio Guidarello per il giornalismo d’autore-sezione Romagna sono invece Andrea Emiliani, Francesco Erbani e Margherita Ghinassi.

A Davide Paolini (è lui che si autodefinisce, argonauta) e Graziano Pozzetto sono andati invece i premi per la sezione del premio dedicata alla Cultura Gastronomica-Molino Spadoni. E’ questa una delle novità del Premio edizione 2008, nata da un’idea di Leonardo Spadoni che attorno alla sezione ha creato «un evento nell’evento» con importanti ritorni in termini di marketing. (…)

«Il Premio Guidarello — fa sapere Confindustria Ravenna — è stato inserito quest’anno tra le iniziative nazionali della ‘Settimana della Cultura d’impresa’ di Confindustria». (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico segreteria.redazione.bologna [at] monrif.net indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Nòva sul giornalismo

di Simona Petaccia (10/04/2008 - 23:05)

Crossroads di Luca De Biase, 10 aprile 2008 - (…) Il pubblico attivo è il protagonista di ogni pensiero innovativo. E rivaluta la tradizionale missione di servizio dei giornalisti. Nella prospettiva di una relazione simbiotica tra i cittadini attivi e i giornali.

Certo, c'è un presupposto da sottolineare. Il presupposto è che l'avanzata del pubblico attivo sia ineluttabile. Le opportunità offerte da internet la rendono in effetti altamente probabile come dimostrano milioni di persone che le hanno già colte.

Ma un pezzo di Newsweek sulla repressione 2.0, che racconta i nuovi modi di impedire la libera epressione delle idee usando la rete, approfondisce il ragionamento e lo rende deontologicamente decisivo. Non si tratta di fatti che riguardano solo i regimi che si oppongono alla libertà di informazione, dalla Cina al Medio Oriente, ma anche i paesi occidentali: la censura è un'arma pesante, l'autocensura indotta dalla paura e dal convenzionalismo è un'arma letale. Proprio perché sottile e insinuante.

I giornali tradizionali che vogliano partecipare al processo democratico dovranno lottare per garantire lo sviluppo e la crescita del pubblico attivo: se all'inizio della storia internettiana hanno forse visto il pubblico attivo come un competitore, se oggi cominciano ad adattarsi per non perdere posizioni, domani dovranno stare dalla sua parte in nome della democrazia. (…)

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Dal giornalismo al “churnalism”, produzione di massa di ignoranza

di Simona Petaccia (07/02/2008 - 23:41)

LSDI, 7 Febbraio 2008 (…) - Quasi l’80% degli articoli pubblicati sui giornali nazionali di qualità del Regno Unito sono in buona parte fatti riciclando notizie di agenzia o comunicati stampa. È uno dei risultati di una recente ricerca realizzata dal Dipartimento di giornalismo dell’Università di Cardiff, secondo cui – tra l’altro – alcuni giornalisti di Fleet Street producono attualmente almeno tre volte in più di quanto facessero 20 anni fa.

La ricerca (…) ha rilevato che la maggioranza dei servizi contenuti nei giornali nazionali britannici sono realizzati in gran parte con materiali forniti da Uffici stampa o agenzie. (…)

Criticando aspramente quello che definisce “churnalism”*, Nik Davies, un esperto di media del Guardian,  dice: “Ora più che in passato, siamo coinvolti in una produzione di massa di ignoranza perché le corporation e gli amministratori hanno tagliato gli organici, aumentato I nostri ritmi di lavoro e ci hanno definitivamente incatenato ai nostri desk”. (…)

Il “poco di giornalismo che produce la stampa”, commenta ancora Kaiser-Bril, “deriva dunque dal forte aumento del numero di articoli che il giornalista deve produrre. Risultato: del personale qualificato viene pagato per fare del copia-e-incolla e produrre articoli mediocri. Così Ci perdono tutti: i giornalisti, che non hanno più il tempo di fare il loro vero lavoro e agli editori che si ritrovano con tonnellate di invenduto”.

Una volta di più questo esempio mostra che il problema della stampa non si limita a internet. Il web ha semplicemente messo fine all’oligopolio che gli assicurava dei margini di profitto indebiti. L’arrivo della concorrenza online mette i media tradizionali di fronte alle loro contraddizioni. Il contenuto che essi producono è semplicemente non competitivo. (…)

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I blog influiscono sul giornalismo ma non per la qualità

di Simona Petaccia (25/01/2008 - 16:54)

LSDI.it, 25 Gennaio 2008 - La grande maggioranza dei giornalisti americani ritengono che i blog abbiano un impatto significativo sulla reattività e sulla rapidità del loro lavoro e forniscono delle idee e dei punti di vista diversi, ma sono convinti che essi non influiscano – in bene o in male – sulla qualità del giornalismo tradizionale.
Lo annuncia MediaPost, spiegando che si tratta dei risultati di una ricerca compiuta da Brodeur, un gruppo Usa che si occupa di comunicazione strategica.

La ricerca ha interessato 180 reporter e redattori di varie zone degli Stati Uniti e si è svolta nella seconda metà di dicembre. (…)

In particolare la ricerca ha messo in risalto vari elementi:

-     I Blog sono una fonte costante per i giornalisti. Più dei tre quarti dei redattori considera I blog un aiuto nell’individuazione di idre, storie e punti di vista. Circa il 70% consultano le proprie liste di blog in maniera costante. Più di uno su cinque (20.9%) racconta di impegnare circa un’ora di tempo al giorno per consultarli. E un totale di circa 3 su 5 (57.1%) ammette di leggere blog almeno due o tre volte alla settimana.

-     I giornalisti stanno partecipando sempre più attivamente alla vita della blogosfera. Uno su quattro (27.7%) ha un suo blog e quasi uno su cinque (16.3%) ha una sua pagina su un sito di social networking. Circa metà degli interpellati (47.5%) sostiene di essere soprattutto dei visitatori, ma di lasciare commenti raramente.

-     La maggioranza dei giornalisti pensano che i blog stanno avendo un impatto significativo sul fare informazione in tutte le aree tranne che in quella della qualità delle notizie. L’impatto maggiore è stato sulla velocità e la disponibilità delle informazioni. Una metà dice che i blog hanno avuto un impatto significativo sul ‘‘tono’’ (61.8%) e sulla “direzione editoriale” (51.1%) del fare informazione giornalistica. (…)

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Giornalismo: web 2.0 o carta stampata, quello che conta è l’affidabilità

di Simona Petaccia (09/01/2008 - 23:59)

Italianinnovation.it, intervista di Claudio Pavoni del 09/01/2008 - Come cambia il ruolo del giornalista nell’epoca del web 2.0? Lo abbiamo chiesto ad Emil Abirascid, giornalista collaboratore del Sole 24 Ore ed autore del blog Innov’azione sulla piattaforma di Blogosfere. (…)

Il citizen journalism è ormai sdoganato dall’ombra del sospetto?

Nel citizen journalism conta la reputazione che i singoli autori riescono a costruirsi. Se chi scrive e condivide notizie online dimostra di essere attento, preciso, veritiero oltre che pungente e costruttivamente critico, acquisisce il titolo di fonte affidabile. Se invece si scrivono fesserie, beh si sappia che su internet le fesserie hanno vita veramente breve. Se un giornalista bravo che scrive per un importante testata cartacea sa che può fare leva sul prestigio del nome del giornale, quello che scrive online non ha questo ‘appoggio’ quindi deve costruirsi la sua affidabilità e credibilità.

Chi si rivolge al pubblico di Internet tende ad assumere un ruolo partecipativo rispetto alle notizie che fornisce, cioè punta molto ad esprimere giudizi e opinioni. Soprattutto i blog sembrano aver cancellato del tutto l’assunto anglosassone secondo cui la notizia deve essere disgiunta dal commento. E’ giusto che sia così?

È giusto che ci sia chi cerca, indaga, analizza, approfondisce le notizie, che le scrive e le rende pubbliche. Allo stesso modo è giusto che ci sia chi, tra i lettori di tali notizie, abbia la possibilità di commentarle, arricchirle, smentirle, confutarle. Torniamo al discorso della reputazione: se scrivo fesserie sarò smentito nel giro di un microsecondo, se scrivo cose interessanti e nuove i lettori saranno felici di tornare nel mio sito per leggerle. La partecipazione del lettore è la vera chiave della differenza tra i media tradizionali e passivi e internet. (…) Gli editori (…) che non comprendono l’importanza di questo fenomeno si stanno preparando a chiudere bottega.  

 

L’organizzazione del lavoro nelle redazioni di stampa e televisione attualmente è divisa nettamente per settori (politica, sport, economia, ecc..). Questa suddivisione di competenze sopravvive anche nel giornalismo on-line?

Sopravvive. Anzi ne esce enfatizzata la specializzazione. Ci sono autori che si appassionano a specifici aspetti della politica, dello sport, dell’economia o di qualsiasi altro argomento. Ciò non esclude ‘contaminazioni’, tutt’altro (…).

 

Mi è capitato di leggere su un libro dedicato ai bambini che dire “l’ho letto su Internet” ha un valore molto inferiore rispetto all’affermazione “l’ho letto sul giornale” o “l’ho visto alla televisione”. Perché su Internet ci possono scrivere tutti e non c’è nessun controllo sulla veridicità di quanto riportato. Questo limite dell’informazione on-line è inevitabile o con il passare del tempo potrà essere superato?

Credo che la domanda vada posta in modo diverso: quando qualcuno mi dice: ho letto questa cosa sul giornale, l’ho vista in tivù, o l’ho letta su un libro, la prima domanda che mi viene da fare è: quale giornale? Quale canale tv? Quale libro? Chi ha firmato l’articolo o il pezzo, chi ha scritto il libro? L’affidabilità della fonte non è il supporto che ha scelto per diffondersi ma la reputazione che ha saputo costruirsi nel tempo. Lo stesso vale per internet: l’ho letto su internet? Si ma su quale sito? Chi l’ha scritto? Da chi è firmato l’articolo? Usando internet si imparano a conoscere le fonti affidabili e i siti che hanno la migliore reputazione. I giovani sono più avvantaggiati in questo (…).

 

Internet tende a riprodurre le condizioni della tribù, spesso sviluppa temi e connessioni che sembrano destinati ad iniziati. Quando si tratta di argomenti destinati ai giovani ed ai giovanissimi la tendenza non è nuova, si può dire che sia caratteristica a tutte le nuove generazioni; ma se invece che essere circoscritto ai giovani questo linguaggio da iniziati finisse per diventare la cultura, il modo di essere unificante di internet, non c’è il rischio di vanificare un fenomeno che potenzialmente è in grado di far progredire tutta la società e non solo la parte più giovane e modernista?

È un inevitabile rischio che ogni cambiamento porta con se. Probabilmente quando è stato inventato il telefono in molti lo hanno rifiutato all’inizio. Certo internet è un sistema articolato, ricchissimo, chi vi si avvicina lo può fare per piccoli passi imparando a conoscere le tantissime risorse che vi sono: formazione, informazione, comunicazione. vvio i giovani hanno una marcia in più, sono la prima generazione che arriva quando internet è già una realtà, hanno fin da piccoli il pc in cameretta, imparano prima a manovrare la freccia del mouse che a tenere in modo corretto una penna o una matita. Ma questo è tutto tranne che un male. Ai meno giovani è richiesto un impegno maggiore, magari con un aiuto.

 

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Dalla carta stampata a YouTube: un convegno sul giornalismo a Bibbiena

di Simona Petaccia (30/11/2007 - 21:19)

Intoscana.it, 30/11/2007 - Come è cambiato e come sta cambiando il mondo del giornalismo e della comunicazione nell'era di internet, telefonini e you tube. Se ne parlerà domani a Bibbiena (Arezzo), in un convegno dal titolo “Giornali e giornalisti, tra vecchi e nuovi media”. L'appuntamento è alle 17 alla biblioteca Giovanni Giovannini del paese aretino e sarà proprio Giovannini, per anni presidente dell'ANSA e della Fieg (Federazione italiana editori giornali), e nativo di Bibbiena, a fungere da moderatore.

(…) «La giornata - ha spiegato Giovannini - inizierà con un “vecchio” media, ovvero un libro, e proseguirà con i “nuovi” media. In particolare, il convegno esplorerà il futuro del giornalismo in rapporto con i nuovi media, dal telefonino al web e a you tube, e al peso sempre più rilevante che questi hanno nella mutazione del rapporto tra cittadini e politica».

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OFFERTE DI LAVORO: scopo della sezione

di Simona Petaccia (10/08/2007 - 10:41)

Questa sezione è dedicata a chi offre lavoro nel campo del giornalismo, della comunicazione e dell’editoria.

Per pubblicare gratuitamente l’annuncio sul blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/), sarà sufficiente inviare un testo (MAX 300 parole) all’indirizzo elettronico spetacc71 @ supereva.it e indicare la dicitura “Offro Lavoro” nell’oggetto.

Si consiglia di inserire i seguenti dati:

- Professionalità che si cerca;

- Attività da svolgere;

- Contratto di lavoro che si offre;

- Recapiti ai quali si vuol essere contattati.

Gli annunci saranno pubblicati on-line esattamente come il mittente li spedirà. Pertanto, si consiglia di non inviare dati che non si desidera rendere noti ai visitatori del blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/).

ATTENZIONE: saranno automaticamente cancellati tutti gli annunci che perverranno senza rispettare la
lunghezza prevista o che mancheranno dei dati necessari.

Simona Petaccia non si assume responsabilità per il contenuto degli annunci pubblicati.

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RICHIESTE DI LAVORO: scopo della sezione

di Simona Petaccia (10/08/2007 - 10:40)

Questa sezione ospita annunci da parte di chi cerca lavoro nel settore del giornalismo, della comunicazione e dell’editoria.

Si precisa che Simona Petaccia non metterà in contatto chi cerca e chi offre lavoro, ma offrirà solo le sue pagine Web a chi vorrà pubblicare un annuncio.

Tale annuncio sarà pubblicato esattamente come il mittente lo spedirà. Pertanto, si consiglia di non inviare dati che non si desidera rendere noti ai visitatori del blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/).

Per inviare i testi da pubblicare (MAX 300 parole), sarà sufficiente spedire un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico spetacc71 @ supereva.it e indicare la dicitura “Cerco Lavoro” nell’oggetto.

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