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Lettera aperta di Corrado Giustiniani (Cdr del Messaggero) al Segretario della Fnsi Franco Siddi

di Simona Petaccia (14/12/2008 - 21:56)

Francoabruzzo.it, 14/12/2008 - Caro Segretario, nel mio intervento alla Conferenza nazionale dei Comitati di redazione, (…) ho affrontato fra gli altri temi quello dei pensionamenti anticipati per i colleghi con 58 anni d’età (…). Vi è una commissione tecnica all’interno della Fieg che sta studiando il progetto, da presentare al governo in gennaio, perché questi lo trasformi in legge. (…) Secondo gli editori, dovrebbero essere semplicemente definiti dei parametri di settore (andamento della pubblicità, andamento delle vendite, aumento di determinati costi ecc.) che, quando diventano negativi, diano la possibilità di attuare un programma di “rottamazione” di durata triennale, senza rispettare il principio della volontarietà dei giornalisti interessati. (…) Rottamazione, in verità, è una parola cruda, che traduce bene i diritti economici, morali e psicologici che verrebbero violati per 700-1000 colleghi di tutt’Italia, che si aspettano di lavorare fino a 65 anni, portando così più in alto il livello della loro pensione e che da un momento all’altro verrebbero invece sbattuti fuori dalle redazioni.

Parola cruda, ma nello stesso tempo imprecisa, perché nella rottamazione classica si manda dallo sfasciacarrozze un’auto vecchia per acquistarne una nuova: in questo caso, invece, gli editori non prenderebbero alcun impegno ad assumere altri 700-1000 colleghi a tempo indeterminato, e dunque l’operazione si tradurrebbe in un forte impoverimento professionale per l’intero settore, che sta inseguendo con convinzione sempre maggiore il modello del decentramento produttivo o delocalizzazione che dir si voglia. Redazioni snelle, quasi esclusivamente impegnate nel desk, e masse di collaboratori a scrivere fuori. La scrittura interna limitata quasi soltanto al copia-e-incolla di agenzie, o al più in interviste: fine delle competenze, fine della specializzazione, fine dei viaggi a coprire “sul campo” le notizie. La redazione ordina i pezzi e poi li disegna nella pagina, li passa, li titola e li impacchetta. Già giornali piccoli e medi stanno sperimentando questo modello, lo stesso adottato da parecchi lustri, ormai, dal settore tessile. Ma le notizie non sono jeans, stracci o zeppe da mettere ai piedi: l’informazione è consacrata dall’articolo 21 della Costituzione, se non funziona, se non rispetta standard di qualità e di credibilità, se è in preda soltanto alle lobbies politiche ed economiche più forti, non funziona più l’intera democrazia. E non ci si può lavare la coscienza per aver inserito nel contratto un paio di qualifiche di “scrittura”, senza impegnare concretamente gli editori ad attribuirle nell’arco di vigenza contrattuale, secondo una percentuale predefinita dell’organico redazionale. E’ facile prevedere che in questo modo resteranno lettera morta.

Ma andiamo al punto: tu hai negato che gli editori stiano lavorando a un tale progetto sui prepensionamenti. Certamente, con tutti i contatti, formali e informali, che hai con la Fieg, la tua parola ha un grande peso. Ma 182 firme della redazione del Messaggero, in un documento impostato su tre punti, ti chiedevano esplicitamente di dissociarti da un progetto del genere, qualora venisse tradotto in legge. La prevenzione è infatti un’arma efficace, prima che il danno diventi irreversibile. E la condanna dei prepensionamenti forzosi era esplicita in un documento votato all’unanimità dai giornalisti di Repubblica, e in un altro siglato da ben 252 redattori del Corriere della Sera. Sarò sordo, saremo sordi, ma su questo, giovedì 12 dicembre 2008, all’Ergife, non hai detto una parola. Hai sempre tempo per farlo, naturalmente. E mi auguro, ci auguriamo tutti, che tu la dica.

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L’intero giornalismo italiano in piazza contro il Ddl Alfano

di Simona Petaccia (07/11/2008 - 22:57)

Comunicato Stampa UNCI (Unione Nazionale Cronisti Italiani) del 07/11/2008 - Mercoledì 5 novembre a Roma l’intero mondo del giornalismo italiano - Unci, Fnsi, Associazioni di Stampa, Ordine dei giornalisti nazionale e regionali, Usigrai, Inpgi, Casagit, Fondo complementare, Cdr e colleghi di tutta Italia -  ha manifestato in difesa del diritto dei cittadini di essere informati in modo corretto, completo e tempestivo e del dovere dei cronisti di riferire la realtà sostanziale dei fatti, anche di quelli di natura giudiziaria che il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni vorrebbe oscurare fino alla celebrazione del processo.

Il messaggio è chiaro e unanime: i giornalisti italiani non accetteranno che la libertà di informazione venga mutilata e sosterranno in tutte le sedi e tutte le forme legali il buon diritto a rispettare la loro etica professionale che li impegna a riferire la realtà sostanziale dei fatti respingendo ogni condizionamento.

L’occasione è stata la seconda edizione dello Stand up for journalism, l’esortazione “Alzati in piedi per il giornalismo” coniata dalla Federazione internazionale e dalla Federazione europea dei giornalisti, celebrata in contemporanea in tutta Europa. In Italia la manifestazione è stata dedicata alla contestazione del disegno di legge Alfano all’insegna della parola d’ordine “Liberi in informare, liberi di sapere” coniata dai cronisti lombardi e che è divenuta il motto del Giro d’Italia della libertà d’informazione promosso dall’Unci, d’intesa con Fnsi e Ordine, che è partito il 28 giugno da Venezia, e che ha toccato  Roma, Viareggio, Trento, Bolzano, Milano, Napoli, Senigallia (An), Sciacca (Ag),  Forlì, Palermo, Siracusa,  Firenze, Bari, Torino, Cagliari, Genova, Ferrara e, in provincia di Latina, oltre al capoluogo anche  Sabaudia, Formia, Gaeta, Aprilia, Sezze, Anzio. E che proseguirà a Trieste, Perugia e Cosenza.

Al cinema Capranichetta, oltre alle presenze d’obbligo di Guido Columba, presidente Unci, Roberto Natale e Franco Siddi, presidente e segretario generale della Fnsi, Lorenzo Del Boca ed Enzo Iacopino, presidente e segretario dell’Ordine, Andrea Camporese e Andrea Leone, presidenti di Inpgi e Casagit, Marina Cosi vicepresidente del Fondo complementare, Carlo Verna segretario dell’Usigrai e ai segretari emeriti della Fnsi Luciano Ceschia e Giorgio Santerini, c’erano moltissimi colleghi. Tra loro, in prima fila i redattori de La7 che l’editore vuole licenziare per metà e Giovanna Rosi, consigliere nazionale dell’Unci, che l’editore di Telecittà di Genova ha già licenziato assieme a metà della redazione.

Al Capranichetta sono intervenuti anche alcuni esponenti politici di opposizione,  Lanfranco Tenaglia, ministro ombra della Giustizia, Vincenzo Vita e Antonio Di Pietro.

Conclusi i discorsi tutti in piazza Monte Citorio con gli striscioni e i cartelloni che rilanciavano la parola d’ordine “Liberi di informare, liberi di sapere. Sostieni la libertà di stampa”, i cappellini con il logo dell’Unci ela scritta “Stampa libera” e le magliette della Fnsi con i motti “No alle notizie sotto chiave, No alla censura, no ai bavagli”. Davanti alla Camera il segretario della Fnsi Franco Siddi, armato di altoparlante, ha ribadito a lungo le ragioni della libertà di stampa e  la ferma richiesta al Governo di modificare sostanzialmente il ddl Alfano.

L’impegno, evidentemente, è quello di ottenerle le modifiche. La mobilitazione continua.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente @ unionecronisti. it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Calabria: FNSI contesta bando regione assunzione giornalisti

di Simona Petaccia (29/10/2008 - 22:23)

ASCA, 29/10/2008 - I segretari della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Franco Siddi e Carlo Parisi, hanno chiesto un incontro urgente al presidente della Giunta regionale della Calabria, Agazio Loiero, in relazione alla procedura di selezione per l’individuazione di cinque giornalisti da assegnare all’ufficio stampa. (…)

‘Per prima cosa - osservano Parisi e Siddi - ci dispiace notare che nell’intero testo dell’avviso pubblico non si faccia mai menzione della legge 150/2000, che ormai da tempo regola l’accesso e l’attivita’ degli uffici stampa nella Pubblica Amministrazione. A causa di questa mancata menzione, all’articolo 2 (requisiti per l’ammissione), punto b, si fa riferimento alla necessita’ che i candidati siano iscritti all’Ordine dei giornalisti, elenco professionisti. Ebbene proprio la legge 150/2000 definisce che negli uffici stampa pubblici debbano svolgere l’attivita’ di addetto e capo-ufficio stampa solo chi e’ iscritto all’Albo dei giornalisti che, notoriamente, contempla due elenchi, professionisti, appunto, ma anche pubblicisti’’. (red/rus/rob)

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Uffici Stampa: Giovanni Rossi fa il punto sull’applicazione della legge 150

di Simona Petaccia (27/10/2008 - 22:12)

FNSI, 27/10/2008 - Intervento di Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi, al convegno “Uffici stampa e professionalità: l’ombrello protettivo degli organismi di categoria”. (…)

Una relazione in cui Giovanni Rossi fa il punto sulla situazione che riguarda i colleghi che lavorano negli uffici stampa pubblici e che ripercorre la relazione di Rossi alla Giunta esecutiva della Fnsi del 23 ottobre. (…) 

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico infofnsi @ tin.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Assostampa e Gruppo Cronisti Liguri: ‘‘La giornalista? Per la Procura di Genova e’ piu’ pericolosa di un killer’’

di Simona Petaccia (21/10/2008 - 21:11)

Fnsi, 21/10/2008 - La giornalista? Più pericolosa di un killer, inquisito per l’omicidio di una donna a Sanremo e per l’assassinio di un’altra a Genova. Due donne uccise dopo mesi di minacce. Il processo per l’omicidio di Genova a due anni dai fatti è ancora da fissare, ma la procura genovese ha trovato tempo e modo di impegnare una decina di agenti della polizia giudiziaria per perquisire l’abitazione, la redazione, l’auto e la borsetta della collega Ilaria Cavo, di Mediaset, “colpevole” di avere diffuso una intercettazione sul killer Luca Delfino il cui contenuto era peraltro già agli atti dell’inchiesta per l’omicidio di Sanremo.

La perquisizione a Ilaria arriva alla vigilia delle ultime manifestazioni (il 23 ottobre alle 10,30 a Genova di fronte al Tribunale con volantinaggio e presidio dei giornalisti) per il diritto dovere di fare e di ricevere informazione, contro i progetti politicamente trasversali nelle diverse maggioranze di governo, tendenti a limitare il diritto a fare informazione, alla conoscenza dei processi e delle inchieste, insomma a una informazione ovattata e controllata più ancora di quello che in molti vorrebbero o già riescono a fare oggi. (…)

 

Ilaria Cavo (…) è stata prima convocata per la “banale” comunicazione di un atto giudiziario, per poi rivelarle che era indagata e che c’era un ordine di perquisizione della Procura di Genova. L’operazione che ha complessivamente impegnato tra Genova e Milano una decina di persone ha visto la perquisizione della borsa di Ilaria, della sua auto, il sequestro del notebook, la perquisizione senza esito in redazione e nell’abitazione della collega dove sono stati sequestrati tutti i materiali informatici e hard disk anche non attinenti all’oggetto specifico dell’indagine. (…)

 

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FNSI: contratto, welfare e diritti nell’agenda di settembre

di Simona Petaccia (09/08/2008 - 23:14)

ASCA, 9 agosto 2008- Settembre sara’ un mese di snodo per il contratto di lavoro giornalistico, il welfare di settore, il lavoro sulle trasformazioni in atto. Alla vigilia della pausa estiva, la Federazione della Stampa Italiana ha gia’ fissato la prima griglia di una fitta agenda che impregnera’ il sindacato e la categoria su piu’ fronti.

La prima settimana, informa una nota, sara’ aperta da una serie di confronti con i sindacati delle comunicazioni sulle specifiche contrattazioni di settore e anche per avviare una nuova rete di relazioni sull’approccio alle trasformazioni tecnologiche.

La settimana successiva in primo piano ci sara’ il rinnovo del contratto giornalistico: il 10 settembre si riunira’ a Roma la segreteria federale; il giorno dopo, l’11, ripresa, sempre a Roma, del confronto con la Fieg sui temi del rinnovo contrattuale; il 12 si riunira’ la Giunta Federale.

Nella terza settimana di settembre, oltre queste attivita’, sara’ avviato il confronto negoziale con Aeranti-Corallo per l’emittenza locale.

In contemporanea sara’ riattivato il rapporto con l’Aran per la definizione degli assetti contrattuali per gli uffici stampa pubblici, dopo l’intesa sui profili professionali e sulle procedure negoziali raggiunta con le organizzazioni sindacali del sistema pubblico.

Settembre sara’ anche pero’ il mese decisivo per la verifica delle concrete opportunita’ di avvio’ di un serio processo riformatore che riguardi l’editoria, il welfare di settore, la legislazione per l’ordinamento della professione, il diritto di cronaca e il pluralismo. (…) (com/Gas/ss)

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FNSI: 5 calabresi nel Consiglio Nazionale, Parisi nella giunta

di Simona Petaccia (28/12/2007 - 22:46)

AGI, 28 dicembre 2007 - Bisogna intensificare l’azione negli enti pubblici per costituire nuovi uffici stampa e regolarizzare posizioni di colleghi per tanti anni costretti a lavorare in stato di precarietà. Altro settore importante, al quale “Stampa Libera e Indipendente” riserva particolare attenzione è quello dei freelance. La libera professione, infatti, nella quasi totalità dei casi, soltanto idealmente finisce per soddisfare il sogno di poter svolgere la professione giornalistica “senza padrini e senza padroni”. Freelance, infatti, con qualche rara eccezione, nell’attuale sistema editoriale è sinonimo di precarietà ed assoluta mancanza di tutele e garanzie per il futuro.

Da sottolineare, infine, la particolare attenzione del movimento alle numerose giornaliste che, con grande entusiasmo, hanno raccolto l’invito a rendersi parte attiva negli istituti di categoria. Uno dei capisaldi di “Stampa Libera e Indipendente” è, infatti, il pieno riconoscimento del valore aggiunto costituito dalle donne, che rappresentano una fondamentale risorsa. In una società che si interroga e dibatte sulle “quote rosa”, il giornalismo deve, infatti, definitivamente abbattere in ogni regione tabù e luoghi comuni che non hanno mai avuto ragione di esistere. (…) Ros/Com

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Inchiesta napoletana su tv e voto

di Simona Petaccia (13/12/2007 - 15:20)

FNSI, 13/12/07 - “Ora basta. La perquisizione a casa di un giornalista, il giorno dopo la pubblicazione di notizie delicate e importanti, sta diventando un riflesso condizionato della Magistratura che ha l’inaccettabile aspetto della ritorsione e della intimidazione. In queste ore è toccato al collega Giuseppe D’Avanzo che, su La Repubblica di ieri, ha riferito dell’inchiesta napoletana su tv e voto.

Ribadiamo ancora una volta che la pubblicazione di notizie desunte da intercettazioni è parte fondamentale e legittima del lavoro giornalistico, tanto più quando si tratta di vicende di evidente rilevanza pubblica. E se c’è “fuga di notizie”, non è a carico del giornalista che va fatta l’indagine.

È il momento di dissolvere il clima cupo che grava sul nostro diritto-dovere di informare.

La Fnsi chiede un incontro urgente al Consiglio Superiore della Magistratura perché venga fermata questa deriva. Alla politica il sindacato dei giornalisti chiede, invece, di definire alla svelta regole nuove che siano rispettose del nostro lavoro e della costituzione.

Ricordando anche che sarebbe diversa e peggiore la storia italiana di questi anni se i giornalisti non avessero potuto scrivere di scalate bancarie, di scandali del calcio, di pericolosi intrecci televisivi. Non possiamo accettare che lo scontro politico oscuri i dati che dal lavoro giornalistico emergono. (…)

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