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Del comunicare e dell’informare

di Simona Petaccia (26/11/2008 - 19:35)

La figura dell’addetto stampa è l’ultima e più innovativa forma di giornalismo. E’ una professione che affascina per il ruolo di interfaccia tra l’ente per il quale opera e le redazioni giornalistiche con le quali deve confrontarsi conoscendone regole e metodologie, ma è anche un ruolo non facile da gestire nella continua difesa della propria autonomia minata da chi vuol fargli svolgere pura propaganda.

“L’ufficio stampa non fa da coperchio alla pentola, ma la apre e fornisce ai cittadini, tramite la mediazione dei giornali, le informazioni sulle attività delle amministrazioni pubbliche”. Lo afferma Franco Abruzzo, storico presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e docente universitario di Diritto dell’informazione.

Della figura e del ruolo di servizio pubblico a cui è chiamato a rispondere il giornalista che opera negli uffici stampa istituzionali se ne parlerà venerdì 28 novembre 2008, nella Sala Loffredo della Provincia di Latina (ore 16:30). L’occasione è data dalla presentazione del terzo libro sul tema scritto da Pasquale Di Benedetto, Presidente del GUS Campania (gruppo di specializzazione uffici stampa FNSI), dal titolo “Del comunicare e dell’informare. L’informazione e la comunicazione istituzionali. La legislazione dalla Costituzione italia alla L.150/00”.

L’incontro sarà introdotto da Mauro Carturan (Presidente della Commissione Cultura della Provincia di Latina) con gli interventi dell’autore del libro e del Presidente dell’Associazione Stampa Pontina, Gaetano Coppola. Moderatore sarà Mauro Nasi, Direttore de laComunicazione e Capo ufficio stampa del Comune di Cisterna.

“Un libro non semplice, ma allo stesso tempo didascalico - scrive nell’introduzione del libro Giovanni Rossi, Segretario generale aggiunto FNSI e responsabile dipartimento Uffici Stampa - per spiegare la distinzione tra comunicazione e informazione. E, di conseguenza, quale sia la differenziazione di ruolo tra i comunicatori e i giornalisti. Il tutto è arricchito da citazioni di esperti e studiosi. Il lavoro dell’autore, che non manca di denunciare le difficoltà del libero esercizio della professione, serve a prendere atto anche che la legge 150 del 2000 non è riuscita a sciogliere i nodi, a chiarire gli ambiti e le competenze, a far riconoscere e valorizzare, come era nei suoi obiettivi, le professionalità giornalistiche che pure ci sono, e non poche, negli ambiti della Pubblica Amministrazione”.

 

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Una mela lava l’altra

di Simona Petaccia (06/10/2008 - 23:11)

Punto Informatico, testo di Massimo Mantellini del 06/10/2008 - Disse Leo Brody di Now Public (http://www.nowpublic.com/) tempo fa che “il giornalismo dei cittadini ha più o meno lo stesso senso dell’odontoiatria dei cittadini”. Una metafora certamente efficace: chi di voi sarebbe felice di farsi trapanare un dente dal primo passante incrociato in una mattina qualunque? (…)

Se ne discute in questi giorni negli Stati Uniti dove nella mattinata di venerdì scorso CNN ha pubblicato su Ireport (http://www.ireport.com/) , un esperimento web di Citizen Journalism ideato dal grande sito all news di Atlanta, la notizia di un grave infarto di Steve Jobs. La news è stata postata anonimamente da un utente che risponde al nome di “Johntw”, secondo il quale, in base a notizie in suo possesso, il CEO di Apple era appena stato portato in ospedale con violenti dolori al petto.

E’ bastata questa singola indiscrezione perchè il titolo Apple perdesse in pochi minuti circa il 5% per poi risalire di circa 3 punti quando la notizia è stata smentita da un portavoce della casa di Cupertino.

Ci sono certamente dentisti di tutti i tipi, anche in Italia, ma la discussione sui vizi e le virtù del “citizen journalism”, come tutte le discussioni, ha necessità di transitare prima attraverso una minima definizione dei termini dei quali si sta parlando.

Intanto Ireport di CNN più che una iniziativa di citizen journalism sembra essere uno dei tanti banali tentativi del mondo giornalistico di approfittare a costo zero del crowdsourcing.

Chiunque può registrarsi su Ireport, anche anonimamente, qualsiasi notizia viene pubblicata senza alcun controllo editoriale. (…)  Ireport non è altro che una banalissima bacheca online ridipinta con i colori alla moda del web 2.0. Eppure questa evidenza non è bastata per disinnescare le solite barbose polemiche su quanto il giornalismo dei cittadini sia il pericoloso innesco del caos informativo mediato dalla rete Internet.

Ireport cavalca poi una doppia furbizia: da un lato associa CNN ad una qualche nuova modernità informativa. Racconta come l’azienda di Atlanta sia attenta ai nuovi sviluppi della comunicazione di rete e intenda sperimentarne gli effetti. Dall’altro fornisce al palinsesto giornalistico una serie di contributi gratuiti, creati da utenti la cui prima aspirazione è quello di essere citati dal gigante delle breaking news di Atlanta. Tali dati sono citati orgogliosamente sul sito di Ireport: oltre un migliaio di contenuti prodotti dagli utenti (sugli oltre 100.000 complessivi) sono nell’ultimo mese scivolati dentro il palinsesto di CNN. Alcuni potrebbero dire: un bel risparmio!

Lo fanno un po’ tutti anche in Italia da quando la diffusione di strumenti tecnologici di documentazione degli eventi (fotocamere, cellulari con video ecc) consente a chiunque di testimoniare in foto e in video eventi ai quali si assiste. Nella gestione delle emergenze informative per esempio, il contributo dei testimoni e gli strumenti tecnologici legati alla rete Internet hanno oggi un peso informativo predominante rispetto alle vecchie pratiche giornalistiche. (…)

E’ l’ambiguità interessata dei vari soggetti coinvolti che condiziona le discussioni di questi giorni. Da un lato è inevitabile che i rumors di rete si spargano violenti ed incontrollabili da sito web in sito web e determinino conseguenze come quelle osservate nel caso di Ireport. (…) Dall’altro simili eventi vengono ampiamente strumentalizzati dal mondo editoriale ed utilizzati come esempio della indispensabilità di un sistema mediatico controllato. I grandi editori sul web non intendono rassegnarsi all’evidenza di essere ormai solo una parte dell’ambiente informativo senza rappresentarlo quasi interamente come accadeva fino a un decennio fa. Sfruttano insomma ogni occasione per ricordarci i bei tempi andati.

Accanto alle notizie delle fonti giornalistiche si è creata ed è cresciuta in questi anni una fitta selva di altre informazioni che i lettori raggiungono facilmente in luoghi molto eterogenei. (…) E’ insomma tutto più caotico e complicato. Nascono nuovi problemi e nuovi rischi. Ma lo scenario informativo attuale per noi lettori appassionati di notizie è comunque assai più vivo e trasparente di quanto non fosse un decennio fa.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico mantellini @ deandreis.it indicando “Simona Petaccia” nell’oggetto.

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La comunicazione è donna. Le pr italiane dicono no alle quote rosa!

di Simona Petaccia (09/04/2008 - 23:10)

Ferpi, 09/04/2008 - Guido Rodriguez, Direttore di Neurofisiologia Clinica dell’Università di Genova (…) ha cercato di rispondere alla domanda: ci sono differenze tra il cervello della donna e dell’uomo per quanto attiene alle modalità di comunicare? Citando alcuni studi ha affermato: “Sulla base di differenze che risiedono nei meccanismi cerebrali che sottendono all’empatia ed ai comportamenti a questa correlati, si potrebbe anche giustificare la maggiore disponibilità delle donne per attività legate alla comunicazione”. Per Gillian Waddell, Presidente CIPR Women in PR Group: “Dobbiamo supportare e incoraggiare l’entrata delle giovani donne nelle PR per garantire loro un ruolo di lungo termine nelle PR”. (…)

La Comunicazione è un settore in grande crescita nella nostra economia e nella società, e il ruolo delle donne in questa professione è un tema particolarmente attuale che vanta un primato e un trend molto positivo: gli uffici di relazioni pubbliche assistono a una vera e propria “colonizzazione” femminile. Più precisamente, una ricerca realizzata dal Censis, ha evidenziato che, nelle aziende italiane medio-grandi, la Comunicazione e l’Ufficio Stampa si caratterizzano, oggi, per una netta predominanza di donne con il 71% (area Comunicazione)  e il 74% (Ufficio Stampa). La ricerca ha messo inoltre in luce che le donne in carriera in questo ambito raggiungono sempre più i vertici della piramide organizzativa: 77,8% rispetto al 38,9% del 2002.

Si tratta, tra l’altro, di una vera e propria peculiarità di questo settore in quanto nei vertici delle altre funzioni aziendali si continua a riscontrare una netta predominanza maschile. (…)

 

 

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La disillusione del giornalismo

di Simona Petaccia (11/01/2008 - 22:47)

InchiostrOnline, testo di Nicola Sellitti-Brunella Rispoli pubblicato venerdì 11/01/2008 - Assassini e attricette, il plastico di Cogne e la bicicletta di Garlasco. Va giù duro Marco Travaglio, scrittore e firma de “La Repubblica”, nel corso del seminario “Informazione, Comunicazione e Pubblicità” tenutosi presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli Federico II. Il giornalista torinese (…) ne ha per tutti. A cominciare dall’informazione. “La stampa è deprimente. I lettori non avvertono più il distacco dalle parti in causa. L’informazione è ormai arbitro della partita politica. La mancata azione di controllo del mondo giornalistico è il lascito peggiore del vittimismo berlusconiano e - continua Travaglio - in Italia i poteri terzi sono pilotati come avveniva nell’Ex Unione Sovietica dove il Partito Comunista nominava a piacimento politici e magistrati”.

Travaglio sottolinea come l’abuso dei delitti in Tv nei rotocalchi di seconda serata avvenga per distogliere l’opinione pubblica da temi più oscuri. “Se i Tg avessero dato uguale spazio al problema rifiuti a Napoli, presente da quindici anni, così come ne hanno dato al delitto di Perugia e alla strage di Erba, il dramma del capoluogo campano forse sarebbe già stato risolto”. (…)

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OFFERTE DI LAVORO: scopo della sezione

di Simona Petaccia (10/08/2007 - 10:41)

Questa sezione è dedicata a chi offre lavoro nel campo del giornalismo, della comunicazione e dell’editoria.

Per pubblicare gratuitamente l’annuncio sul blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/), sarà sufficiente inviare un testo (MAX 300 parole) all’indirizzo elettronico spetacc71 @ supereva.it e indicare la dicitura “Offro Lavoro” nell’oggetto.

Si consiglia di inserire i seguenti dati:

- Professionalità che si cerca;

- Attività da svolgere;

- Contratto di lavoro che si offre;

- Recapiti ai quali si vuol essere contattati.

Gli annunci saranno pubblicati on-line esattamente come il mittente li spedirà. Pertanto, si consiglia di non inviare dati che non si desidera rendere noti ai visitatori del blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/).

ATTENZIONE: saranno automaticamente cancellati tutti gli annunci che perverranno senza rispettare la
lunghezza prevista o che mancheranno dei dati necessari.

Simona Petaccia non si assume responsabilità per il contenuto degli annunci pubblicati.

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RICHIESTE DI LAVORO: scopo della sezione

di Simona Petaccia (10/08/2007 - 10:40)

Questa sezione ospita annunci da parte di chi cerca lavoro nel settore del giornalismo, della comunicazione e dell’editoria.

Si precisa che Simona Petaccia non metterà in contatto chi cerca e chi offre lavoro, ma offrirà solo le sue pagine Web a chi vorrà pubblicare un annuncio.

Tale annuncio sarà pubblicato esattamente come il mittente lo spedirà. Pertanto, si consiglia di non inviare dati che non si desidera rendere noti ai visitatori del blog “INFORMAZIONE // COMUNICAZIONE” (http://simonapetaccia.blog.dada.net/).

Per inviare i testi da pubblicare (MAX 300 parole), sarà sufficiente spedire un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico spetacc71 @ supereva.it e indicare la dicitura “Cerco Lavoro” nell’oggetto.

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