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Diamogliela noi la medaglia d’oro a Enzo. Su Facebook l’idea di un raduno a Milano

di Simona Petaccia (29/11/2008 - 23:35)

Articolo 21, testo di Giorgio Santelli del 29/11/2008 - Dopo il lancio su Facebook del gruppo “diamogliela noi la medaglia d’oro a Enzo Biagi” solo tre giorni fa, oltre mille persone si sono iscritte al gruppo lanciato da Articolo 21 e Radiopopolare. E’ giusto dire a tutti grazie. E invitiamo tutti gli amici di Articolo 21 a stimolare più amici possibili per aderire all’iniziativa. Come Articolo 21 stiamo dando ampio spazio alla vicenda Biagi e avanziamo una proposta a tutti gli amici di Facebook. Sarebbe bello arrivare ad organizzare, dopo le feste, una grande iniziativa comune tra noi, Radiopopolare e altri media liberi, a Milano, per consegnare questo nostro attestato di solidarietà a Enzo Biagi.

Insomma, l’Italia civile, quella che gli ha voluto bene vuole consegnare alle figlie quell’onorificenza dell’affetto che Milano non è riuscita a dargli. Un raduno di Facebook a Milano dedicato a Enzo. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] articolo21.com indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Un osservatorio sul razzismo

di Simona Petaccia (07/10/2008 - 22:00)

Articolo 21, testo di Roberto Natale (Presidente Federazione Nazionale della Stampa Italiana) - Gad Lerner mette in fila con preoccupazione quelli che chiama “scricchiolii della pacifica convivenza” e invita i Presidenti delle Camere a promuovere un osservatorio parlamentare sul razzismo. Sono scricchiolii che fanno un rumore molto simile a quelli che da tempo si avvertono nell’informazione.

Non sarebbe giusto né corrispondente al vero caricare tutte le colpe sulle spalle di noi giornalisti: se nella società italiana ha preso piede e ha fatto fortuna “l’imprenditoria della paura”, ci sono responsabilità evidenti di partiti che sull’allarme per l’immigrazione hanno prosperato e di altri che ad esso si sono accodati in modo subalterno. Ma chiamarsi fuori non ci è consentito: certe campagne politiche hanno potuto dilagare non solo per il consenso esplicito di alcuni giornali che se ne sono fatti portavoce, ma perché la gran parte dell’informazione - anche quella nelle intenzioni distante da strumentalizzazioni sul tema - ha accettato acriticamente l’enfasi che veniva posta sui problemi della sicurezza, dunque una ben precisa gerarchia delle notizie e un determinato tipo di linguaggio. (…)

Dal disagio diffuso per questi comportamenti è nata la cosiddetta “Carta di Roma”, cioè il protocollo deontologico sull’informazione in materia di migranti, rifugiati, vittime della tratta, richiedenti asilo. (…)

Oggi la Carta, approvata tanto dalla Federazione della Stampa quanto dall’Ordine nazionale dei Giornalisti e inviata ai direttori di testata e ai comitati di redazione, sta a pieno titolo nella cassetta degli attrezzi dei quali ogni giornalista può servirsi nel lavoro quotidiano.

Il testo non chiede una informazione “militante”. Chiede però di rispettare la “verità sostanziale dei fatti osservati” che è alla base della legge professionale, di usare termini giuridicamente appropriati (per questo la Carta fornisce anche un piccolo glossario), di evitare allarmi ingiustificati e comportamenti superficiali e non corretti, di saper guardare anche alle cause dei fenomeni. E soprattutto si propone di lavorare su due terreni essenziali per tradurre nella pratica di ogni giorno questi principi generali.

Il primo è quello della formazione: i temi dell’informazione sui migranti entreranno a far parte dei programmi d’esame dei futuri giornalisti e saranno oggetto di iniziative di aggiornamento professionale. L’altro è il monitoraggio dei nostri giornali: è stata decisa la costituzione di un Osservatorio indipendente, che verrà presentato entro la fine dell’anno, da realizzare insieme a facoltà universitarie e ad altri soggetti pubblici e privati, così da avere periodicamente un rapporto scientificamente solido per capire cosa ci sia da migliorare nella nostra informazione sul tema e mettere a confronto sui risultati i responsabili dei giornali e le organizzazioni della società italiana che sull’immigrazione operano.

Non vogliamo che il testo rimanga nei cassetti delle nostre redazioni. Documenti professionali nobili ma ininfluenti non servono: servono azioni concrete. E’ il momento in cui le rappresentanze del giornalismo italiano devono far sentire di aver chiara la loro responsabilità sociale. Ed il lavoro del nostro osservatorio potrà forse tornare utile anche a chi, nelle istituzioni, guarda con crescente preoccupazione al rischio razzismo.

Chi vuole avere maggiori informazioni può scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione @ articolo21.com indicando “Simona Petaccia”.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

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