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I 10 contributi dei blog al giornalismo

di Simona Petaccia (06/05/2008 - 22:42)

LSDI, 06/05/2008 - Si è scritto molto sui rapporti blogger/giornalisti e sulla questione se i primi possano essere considerati o meno dei giornalisti, ecc. Ma solo raramente ci si è chiesti (almeno dal versante dei giornalisti) che cosa i blog hanno apportato alla professione. (…) Lo sostiene Benoit Raphael in un interessante articolo sul suo blog Demain tous journalistes? (…).

La natura – spiega Raphael – ha orrore del vuoto. Mentre per tanti anni i giornalisti hanno voltato le spalle al web, i blogger hanno investito in maniera massiccia questo nuovo spazio dell’ informazione. Ne è venuta fuori una serie di pratiche – almeno 10 – che costituiscono gli apporti principali della blogosfera al giornalismo.

1- (…) “I media tradizionali inviano messaggi, i blog aprono delle conversazioni”. Oggi sono veramente pochi i media tradizionali che non immaginano seriamente di aprire i propri articoli ai commenti dei lettori. Questa impostazione ha profondamente modificato il modo con cui i giornalisti – ma soprattutto i lettori – affrontano l’informazione. Un articolo, oggi, non è più soltanto il pezzo del giornalista, ma pezzo+reazioni-dei-lettori. Questi ultimi vi apportano i loro chiarimenti, le loro correzioni, le loro testimonianze o analisi. (…)

2- L’informazione perfettibile, ovvero come “work in progress”: è conseguenza del precedente. (…) C’è del positivo e del negativo in questa evoluzione. Negativo: si può essere tentati di lanciare qualsiasi argomento prima di averlo scandagliato per bene. Positivo: l’informazione si fa meno dimostrativa (le testimonianze raccolte dal giornalista per illustrare e giustificare il suo punto di vista) e si apre alla sorpresa.

3- Il buzz: è praticamente nato coi blog, arrivando a rompere la gerarchia dei media tradizionali. Dopo lo scoop, il “buzz”: una sorta di antenna-megafono sulla Rete che trasforma una “piccola informazione”, poco o per niente coltivata dai media, in un argomento di cui tutti parlano. (…)

4- L’informazione anticronologica e non gerarchizzata: la maggior parte delle nuove formule di siti web (…) cominciano a integrare al loro interno quello che viene chiamato “flusso”. Un flusso di notizie che si ispira al taglio anticronologico dei blog (l’informazione sulla “prima pagina” è l’ultima informazione pubblicata).

5- La visibilità: l’informazione è dunque de-gerarchizzata sui blog: si legge l’ultima notizia pubblicata o si fa una ricerca semantica. (…) Un buon blogger sa lavorare sui titoli, sui segmenti di testo, sui link e i tag in maniera da essere ben visibile. Questo non vuol dire che i giornalisti debbano scrivere soltanto per essere ben individuabili. Ma devono integrare questo nuovo compromesso visibilità/precisione dell’informazione nella loro logica di lavoro.

6- L’informazione trampolino: (…) Perché l’informazione blog serve anche da piattaforma verso altre notizie viste altrove, grazie ai link ipertestuali: è la particolarità del web. (…)

7 - L’aggregazione, la rassegna stampa: con la rivoluzione dei link ipertestuali, i blogger hanno reinventato un vecchio format editoriale: la rassegna stampa.  Nella loro grande maggioranza, i blogger non portano delle nuove informazioni, ma effettuano una sorta di vigilanza sulle notizie (…)

8- La lista: è uno dei format editoriali più efficaci inventati dalla blogosfera. (…) Ogni elemento generalmente rinvia a un link, ma si possono avere anche degli elenchi di sole immagini o di video. (…)

9- La scrittura  ”a segmenti”: gioca sui link che permettono di scrivere in modo stringato (si clicca per saperne di più), ma anche sulle immagini o sui video che si integrano con la scrittura stessa dell’articolo, non soltanto come illustrazioni. I blogger hanno ugualmente creato un certo numero di giochi tipografici nella scrittura: utilizzazione del grassetto, o anche delle parole barrate (che indica che è stata fatta una correzione dopo un aggiornamento).

10- Un tono nuovo: è, appunto, quello della conversazione. Più libero, spesso più vicino al linguaggio parlato, integra questa scrittura “a segmenti” con la dimensione interattiva del web.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

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