Ciao sono Simona Petaccia
Vedi il mio profilo


Novembre 2009

DLMM GVS
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Novembre 2009

INTERNET: Google a Murdoch, puo’ andarsene quando vuole da news

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 23:11)

AGI/AFP, 10/11/2009 - Google risponde al magnate australiano Rupert Murdoch che, se vuole, la sua compagnia, come qualsiasi altra, puo’ chiedere di togliere, in qualsiasi momento, i suoi contenuti da Google News.

Murdoch aveva accusato il motore di ricerca di rubare le notizie trasmesse via Internet dal suo impero editoriale, minacciando di bloccare la ricerca su Google dei contenuti trasmessi online da Sun, Wall Street Journal e Times.

Google replica che ci sono dei “semplici standard tecnici” che consentono di rimuoverle, in qualsiasi momento.

“I produttori di notizie - spiega Google in un comunicato - hanno il completo controllo su se e quanto dei loro contenuti appare in caso di ricerca”.

“I produttori - aggiunge la nota - mettono i loro contenuti sul web perche’ vogliono che vengano trovati, per cui sono in pochi a non inserire il loro materiale su Google news e sul motore di ricerca. Se ci chiedono di non includere del materiale, non lo facciamo”.

“Se un editore vuole che i suoi contenuti siano rimossi da Google News non deve fare altro che chiedercelo”.

Google inoltre considera il suo servizio di pubblicazione delle notizie e il motore di ricerca delle “tremende fonti di promozione” per chi produce notizie, poiche’ consentono di avere “circa 100 mila click al minuto”.

Google considera considera anche l’approccio di Google News “pienamente in linea con legge sul copyright”.

 

Vota questo post

Il Comitato di redazione del Tg1 attacca l’editoriale di Minzolini

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 22:52)

Adnkronos, 10/11/2009 - Il Cdr del Tg1, in un comunicato, stigmatizza l’editoriale che il direttore della testata, Augusto Minzolini, ha dedicato nell’edizione delle 20 di ieri al tema della giustizia.

“Anche questa volta - si legge nella nota del Cdr - non siamo d’accordo. Anche questa volta il direttore ha schierato il Tg1 attraverso un editoriale sul contestato tema della riforma della giustizia sposando esplicitamente le posizioni della maggioranza di governo. Tanto più che - il caso Cosentino insegna - le norme sull’immunità parlamentare non sono state affatto abrogate per tutti i reati connessi all’esercizio delle funzioni politiche.

Senza nulla togliere al diritto del direttore Minzolini di esprimere il suo pensiero, ci preoccupa la caratterizzazione politica che la direzione sta imprimendo al Tg1.

Uno strappo - conclude il Cdr - che contrasta con il ruolo di giornale istituzionale e non governativo caro a tutta la redazione, un ruolo che questo Cdr continuerà a difendere”.  

 

 

Vota questo post

Mano al portafogli, Zio Sam

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 22:41)

La Stampa, testo di Marco Bardazzi del 10/11/2009 - Il più importante magazine Usa sul giornalismo chiede fondi pubblici per l’editoria (…): la Columbia Journalism Review, la più autorevole rivista sul giornalismo a stelle e strisce, ha appena pubblicato un editoriale nel quale si chiede esplicitamente al governo di trovare modalità per sostenere l’editoria con fondi pubblici. (…)

Sul numero della rivista appena uscito negli Usa vengono presentati ricerche e approfondimenti che mirano a dimostrare che il giornalismo “va considerato un bene pubblico al pari delle infrastrutture dei trasporti, della rete di garanzie sociali e delle università pubbliche”. CJR non sminuisce assolutamente l’importanza dei vari metodi di pagamento e dei nuovi modelli di business allo studio in questo periodo da parte dei media americani, per far fruttare l’informazione online: micropagamenti, abbonamenti e via dicendo.

Ma gli studi del magazine della Columbia concludono che non basteranno a tenere in piedi il sistema, che ad avviso della rivista non può essere abbandonato solo alle logiche di mercato (…).

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

Vota questo post

Il giudice del Lavoro ordina al Giornale di Sicilia di pubblicare documento del Cdr

di Simona Petaccia (10/11/2009 - 21:29)

ANSA, 10/11/2009 - La mancata pubblicazione sul giornale di un comunicato proposto dal comitato di redazione, la rappresentanza sindacale dei giornalisti, costituisce condotta antisindacale. Per questo motivo il giudice del lavoro del Tribunale di Palermo, Gianfranco Pignataro, ha ordinato al Giornale di Sicilia la pubblicazione integrale di una nota del Cdr riguardante la manifestazione tenuta a Roma il 3 ottobre scorso e indetta dalla Fnsi (il sindacato unitario dei giornalisti) in difesa della libertà di stampa.

Il provvedimento, immediatamente esecutivo, ha accolto l’istanza dell’associazione siciliana della Stampa e della sezione provinciale di Palermo del sindacato dei giornalisti, assistiti dall’avvocato Roberto Croce.

Il comunicato del Cdr informava che nel corso della manifestazione era stato pubblicamente ringraziato il Giornale di Sicilia perché ha assunto come corrispondente José Trovato, cronista minacciato dalla mafia, e criticava un commento pubblicato dal quotidiano, in cui la manifestazione veniva dipinta come una “rimpatriata degli orfani del comunismo”.

La direzione del Giornale di Sicilia aveva rifiutato la pubblicazione, sostenendo la natura “politica” e non sindacale del comunicato. Il giudice Pignataro ha riconosciuto la piena valenza sindacale della nota e ha affermato il diritto del Cdr di potere esprimere liberamente le proprie opinioni su una manifestazione dall’indubbia natura sindacale: “Il rifiuto opposto dal Giornale di Sicilia - si legge nel provvedimento - finisce per oltrepassare l’esercizio legittimo del dissenso in ordine ai contenuti della manifestazione indetta dalla Fnsi e si configura come una vera e propria lesione del diritto riconosciuto al Cdr dall’articolo 34 del contratto di lavoro dei giornalisti”.

L’Associazione siciliana della Stampa esprime “grande soddisfazione per la decisione del giudice del Tribunale del lavoro di Palermo”. “La decisione della magistratura oltre a fare chiarezza nel merito di una contrapposizione che sarebbe stata certamente evitabile - si legge in una nota - ha il merito di ribadire che le regole vanno rispettate da parte di tutti e che le stesse non possono essere oggetto di interpretazione a piacimento. I rapporti fra i giornalisti, la direzione e la proprietà di una testata sono sanciti da una serie di norme legislative e dal contratto nazionale di lavoro al quale tutte le parti si devono attenere”.

L’Assostampa auspica che “d’ora in avanti le relazioni sindacali all’interno del Giornale di Sicilia possano svilupparsi nel rispetto reciproco all’insegna di un dialogo che non deve mai essere messo in discussione”.

 

 

Vota questo post

Archivio Novembre 2009