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PEC: La denuncia alla UE contro lo Stato Italiano va avanti

di Simona Petaccia (29/11/2009 - 23:36)

Massimo Penco, Presidente di “Cittadini di Internet” (www.cittadininternet.org), ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Cittadini di Internet va avanti nella sua denuncia d’infrazione Comunitaria contro lo Stato Italiano per inadempimento delle norme comunitarie in materia di firma elettronica, posta elettronica certificata e fatturazione elettronica, che era stata avviata nell’aprile 2008 in collaborazione con altre associazioni tra le quali figurano anche Adiconsum (www.adiconsum.it) ed A.N.O.R.C. (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili Conservazione sostitutiva - www.anorc.it).

Lo abbiamo deciso dopo che qualcuno ha posto il veto sui documenti inviati dalle Autorità Italiane. Questo è il testo del messaggio e-mail (certificato, ma non con la PEC) che abbiamo ricevuto il 4 marzo 2009 dalla Commissione Europea:

“Per quanto riguarda la richiesta di accesso al documento prevenutoci dalle Autorità italiane, sono spiacente di informarLa che il documento è coperto da una delle eccezioni previste dal regolamento 1049/2001/CE relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione e non può essere reso disponibile al momento. In particolare, l'eccezione riguarda l'accesso ad un documento la cui divulgazione potrebbe arrecare pregiudizio alle indagini relative alla procedura IT 2008/4516, ancora in corso. Tuttavia, se desidera reiterare la Sua richiesta di accesso, La prego di formalizzare la Sua richiesta al Segretariato Generale della Commissione Europea, al seguente indirizzo, Segretariato generale Commissione europea - Unità SG/B/3 "Semplificazione e modernizzazione dei sistemi di archiviazione degli archivi storici- B-1049 Bruxelles, Belgio, che prenderà una decisione definitiva riguardo all'accesso entro 15 giorni dal ricevimento della stessa.”

Ovviamente, abbiamo inviato la nostra richiesta al Segretario della UE, ma siamo profondamente meravigliati da:

1. lungaggini nella risposta;

2. atteggiamento della UE, viste le dichiarazioni della Vicepresidente della Commissione europea Margot Wallström ne: “L'informazione è un diritto” ;

3. mancato rispetto della trasparenza di accesso ai documenti, sancita da direttive comunitarie e ribadito dalla ratifica dell’attuale Trattato di Lisbona.

Per questo, oggi ci rivolgiamo al Mediatore Europeo attraverso una articolata denuncia che abbiamo preferito rendere pubblica, perché riteniamo opportuno che gli utenti della rete debbano sapere tutto.

D’altronde, Internet ha un grande dono: la memoria indelebile, che è un vantaggio a volte».

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico press [at] cittadininternet.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

 

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Freelance, la nostra proposta

di Simona Petaccia (29/11/2009 - 23:11)

Fasipress, 29/11/2009 – Circa il 10 per cento dei giornalisti freelance risulterebbe iscritto alla Fnsi. La percentuale – non elaborata da noi – basta da sola a sottolineare la considerazione e il seguito che il sindacato riscuote tra i colleghi.

“Nutrivamo grandi speranze – è stato detto nei giorni scorsi durante un incontro pubblico – oggi, dopo tante promesse e troppe delusioni non crediamo più nella Federazione unitaria. Non bastano le dichiarazioni di sostegno, sono parole mai fatte seguire dai fatti. Ci sentiano riscoperti e usati solo prima delle scadenze elettorali della categoria, questo sì. Poi tutto torna come prima. E noi restiamo a combattere la quotidiana lotta per lavorare e tirare avanti alla meno peggio. Ora è venuto il momento di dire ‘basta’ e scegliere altre strade sindacali”.

La realtà da’ loro piena ragione. “Il 50 per cento dei media nel nostro Paese, televisioni, quotidiani, periodici e testate online, sono realizzati da giornalisti senza contratto, senza tutele e quasi sempre sottopagati – ha dichiarato una collega freelance – un mercato editoriale simile, dove i giornalisti non hanno garanzie professionali di alcun tipo, può dare ai cittadini un’informazione autorevole e di qualità? Secondo noi, senza tutele sindacali e remunerazioni adeguate, chi lavora alle notizie non è nelle condizioni ottimali per svolgere un servizio”.

La Fasipress ha posto tra le sue priorità programmatiche proprio la rivendicazione del rispetto dei diritti di questi colleghi. Proponiamo quindi che tutte le realtà associative del precariato e i singoli giornalisti si uniscano in una sola struttura federata. Noi siamo pronti a riconoscerla, sostenerla e unirci alle sue battaglie.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico info [at] fasipress.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

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Enna. Giornalisti in assemblea

di Simona Petaccia (28/11/2009 - 19:28)

Vivi Enna, 28/11/2009 - Si prevede un’accesa e animata assemblea dei giornalisti della provincia di Enna, convocati dal direttivo provinciale dell’Associazione siciliana della stampa, a discutere di un corposo quanto delicato ordine del giorno. “Siamo in piena emergenza, ha dichiarato il segretario provinciale dell’Assostampa Ivan Scinardo, vorremmo tanto discutere di opportunità lavorative e di prospettive future e invece siamo costretti a affrontare e intervenire sempre per questioni che minano la libertà di informazione e la serenità di una categoria il cui unico obiettivo è il rispetto del dovere di informare e il diritto dei cittadini a conoscere i fatti attraverso le notizie.”

Si parlerà anche delle nuove norme per l’iscrizione all’albo, sostanzialmente, in previsione della riforma, sono stati modificati alcuni punti riguardanti la effettiva e comprovata attività pubblicistica che deve essere accompagnata da una congrua retribuzione, verificabile anche dalle ritenute d’acconto. Aumenta anche il numero degli articoli richiesti; prevista inoltre una specifica normativa per i fotoreporter ed i cameraman che necessitano del “tesserino” per il loro lavoro. Altra importante novità è la certificazione/dichiarazione del direttore responsabile, il quale dovrà scrupolosamente visionare la richiesta dell’interessato prima di attestare che tutto sia in regola, come in regola dovrà essere anche la sua posizione con le quote d’iscrizione annuali. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] vivienna.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Concorso giornalisti, Fnsi:Comune Palermo rischia 1,5mln

di Simona Petaccia (27/11/2009 - 22:32)

Apcom, 27/11/2009 - Ammonta a oltre un milione e mezzo di euro la somma che il Comune di Palermo dovrà versare all’Inpgi (Istituto di previdenza dei giornalisti italiani) in caso di mancata stabilizzazione dei giornalisti dell’ufficio stampa, vincitori di un concorso regolarmente bandito ma poi bloccato dalla burocrazia comunale, con un apposito provvedimento, quando era ormai giunto alla fase conclusiva. Lo comunicano in una nota il vicesegretario della Fnsi Luigi Ronsisvalle, il segretario regionale dell’Associazione della stampa Siciliana, Alberto Cicero e il segretario provinciale Assostampa Palermo Roberto Ginex.

Frattanto, il ricorso del Comune contro l’esito di un’ispezione dell’Inpgi, che ha accertato il rapporto di lavoro dipendente dei giornalisti dell’Ufficio stampa, infliggendo al Comune sanzioni milionarie per il mancato versamento della relativa contribuzione, è stato rigettato. Al contempo sono state, invece, accolte in pieno le tesi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti. “E’ inconcepibile - afferma Ronsisvalle - che il Comune e la sua burocrazia decidano impunemente un tale sperpero di denaro pubblico, negando di fatto il diritto al lavoro ai colleghi vincitori di un concorso regolarmente bandito e già espletato. A questo punto diamo per scontato un puntuale intervento della magistratura contabile che in questi mesi si è già dimostrata tanto attenta e scrupolosa nell’indagare sui rapporti di lavoro e sull’applicazione del contratto di lavoro per i giornalisti impegnati negli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni siciliane”.

“Mentre sta per essere avviata la procedura civile dinnanzi al giudice del Lavoro per il riconoscimento della natura di lavoro giornalistico subordinato per i giornalisti dell’ufficio stampa del Comune, così come accertato dagli ispettori dell’Inpgi, abbiamo già dato mandato ai legali del sindacato - aggiunge Cicero - di valutare l’eventualità di un esposto alla Procura della Repubblica per accertare la sussistenza di illeciti di natura anche penale che potrebbero essere stati consumati in una vicenda che presenta troppi punti oscuri”.

 

 

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Sigim - Lettera al Direttore de Il Messaggero

di Simona Petaccia (27/11/2009 - 16:06)

Roberto Mencarini (Segretario del Sigim - Sindacato Giornalisti Marchigiani), 27/11/2009:

Nelle scorse settimane il direttore del Messaggero Roberto Napoletano ha inviato una lettera a tutti i collaboratori con la quale, lamentando lo stato di crisi del settore e i minori introiti pubblicitari, chiede a ciascuno un contributo personale straordinario pari al 10% dei compensi: un documento che ha indignato e amareggiato sia per la forma che per il contenuto molti dei destinatari.

L’iniziativa, tra l’altro, oltre a essere unilaterale, contravvenendo così alle basilari norme che regolano i contratti, secondo indiscrezioni avrebbe pretese di retroattività, a partire dal mese di settembre. Il direttore Napoletano chiede un “contributo personale per lo stato crisi”: allora si apra un tavolo con il sindacato per l’utilizzo degli strumenti contrattuali previsti. Non è invece tollerabile pensare di colpire l’anello più debole e tuttavia insostituibile, già penalizzato dalla mancata applicazione del nuovo contratto, nella norma che prevede il pagamento dei compensi a 30 giorni dalla consegna degli articoli. Tutto ciò, poi avviene in un contesto che vede i compensi fermi da cinque anni a fronte di un costante aumento del costo della vita, delle spese sostenute ogni giorno (e mai rimborsate) per telefonate, spostamenti in auto, della reperibilità notturna e festiva (garantita pur senza ricevere il compenso adeguato e dovuto).

Il Sigim ha subito provveduto a segnalare l’iniziativa del Messaggero, attraverso l’ufficio di corrispondenza regionale, al presidente dell’Inpgi, per verificare che questa, come altre aziende, non arrivino a scaricare sulle retribuzioni dei colleghi i maggiori oneri previdenziali derivanti dalla riforma del welfare entrata n vigore a inizio d’anno.Si è poi svolto nella sede del Sigim un incontro con alcuni collaboratori che hanno deciso di inviare al direttore del Messaggero una lettera i cui toni immagino che saranno pacati, ma molto indignati. Al di là di questa iniziativa in corso, chiedo a Napoletano di recedere da questa richiesta che oltre ad essere unilaterale e coercitiva, va a colpire proprio coloro che da sempre sono l’anello debole della nostra categoria, ma anche quello che “riempie” di contenuti il giornale. Se si invoca la crisi, credo che il primo sacrificio spetti al direttore e ai consiglieri di amministrazione, lasciando in pace chi vive già, senza i tagli, una situazione lavorativa difficile.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico segreteria [at] sigim.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

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Inpgi: stabilizzazione Co.Co.Co., urgente e necessaria

di Simona Petaccia (27/11/2009 - 16:04)

Inpgi, 27/11/2009 - Il Consiglio Generale dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani ha espresso unanimemente preoccupazione per la mancata approvazione da parte dei Ministeri Vigilanti della delibera del Consiglio di Amministrazione, datata 29 gennaio 2009, in materia di stabilizzazione dei Collaboratori Coordinati e Continuativi.

Tale delibera, che discende dall’applicazione del Protocollo sul Welfare, sottoscritto due anni fa dall’allora Ministro Damiano, dall’Inpgi, dalla Fnsi e dalla Fieg, riveste un ruolo ancor più rilevante nel momento della grave crisi che attraversa il mondo editoriale italiano. La possibilità di prevedere l’assunzione, a tempo determinato o indeterminato, di giornalisti collaboratori, vedendo azzerati eventuali sanzioni, interessi e contributi pregressi rilevati in sede ispettiva, interessa una platea potenziale che sfiora le mille unità.

Appare urgente e necessario – sottolinea il Consiglio Generale - veder approvata una deliberazione che discende da una norma generale di legge volta a tutelate e stabilizzare il lavoro parasubordinato.

L’accordo contenuto nel citato Protocollo è già stato completamente recepito e applicato dall’Inpgi, dopo l’approvazione dei Ministeri Vigilanti, attraverso la modifica sostanziale dell’intero impianto del sistema delle aliquote contributive e delle tutele sociali a favore dei Co.Co.Co. Agli Editori non è stato concesso lo sgravio fiscale, previsto dallo stesso Protocollo, a parziale ristoro dei maggiori costi sostenuti nel nuovo sistema. Il Consiglio Generale ritiene che vada riaffermata la coerenza complessiva dell’accordo attraverso la sua applicazione integrale.

Risulta infine auspicabile e urgente un parere interpretativo che permetta all’Inpgi di applicare le norme previste nel Decreto Anticrisi per il sistema generale del lavoro italiano. In particolare si ritiene importante concedere all’Istituto la possibilità di elevare dal 60% all’80% della quota persa di retribuzione, l’erogazione a favore dei giornalisti interessati dall’ammortizzatore della Solidarietà, come accade per le altre categorie di lavoratori.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico posta [at] inpgi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

 

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Affaritaliani.it lancia ‘Il Sociale’

di Simona Petaccia (27/11/2009 - 16:01)

Affaritaliani.it,  27/11/2009 - Affaritaliani.it,  lancia “Il Sociale”, una nuova sezione dedicata ai temi del Terzo settore. Accanto a politica, economia, cronaca, sport, media, tecnologia, cultura e spettacoli da oggi, nel primo quotidiano online, vi sarà anche l’area riservata alle tematiche del volontariato, del non profit, delle onlus e delle associazioni, della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità ambientale, dell’economia civile e del privato sociale.

Con un notiziario aggiornato in tempo reale e inchieste, commenti, approfondimenti e reportage video e fotografici: "Vogliamo far da ponte, dando visibilità e dunque peso a universi spesso emarginati o poco rappresentati dai mass media che invece hanno un peso crescente nella vita politica, sociale, economia e istituzionale", spiega il direttore e fondatore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico direzione [at] affaritaliani.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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HelpAge International España cerca un Fundraising and Marketing Manager

di Simona Petaccia (26/11/2009 - 22:16)

HelpAge International, ONG internazionale che da 25 anni si batte per i diritti delle persone anziane nei Paesi più poveri del mondo, sta cercando un Fundraising and Marketing Manager per la sua sede spagnola che sosterrà lo sviluppo dell’organizzazione in Spagna e curerà i rapporti con diversi interlocutori.

Chi fosse interessato può inviare la sua candidatura entro il 30 novembre 2009.

Per inviare il proprio CV, cliccare qui.        


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ANTITRUST: Indagine conoscitiva riguardante il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale

di Simona Petaccia (26/11/2009 - 21:26)

Sulle pagine web di Federalismi.it (rivista di diritto pubblico italiano, comunitario e comparato), è on-line un’indagine conoscitiva riguardante il settore dell’editoria quotidiana, periodica e multimediale.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] federalismi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per consultarla, clicca qui.

 

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EUTELIA. Giornalista minacciato: “Vado avanti”

di Simona Petaccia (26/11/2009 - 20:47)

Adnkronos (da Il Tempo), 26/11/2009 - “Non credo che, se qualcuno ti vuol fare del male, te lo viene a scrivere sul muro di casa, voglio sperare si tratti dell’iniziativa di qualcuno che non aveva nulla da fare… Mi rifiuto di pensare ci sia qualcuno legato all’azienda che pensa di risolvere la questione con delle minacce sul muro”.

Si dice tranquillo nell’intervista sul sito di Articolo21 Federico Ruffo, l’autore del filmato che riprende il blitz notturno all’ex Eutelia di Roma. In nottata sul muro dell’abitazione di Federico Ruffo, inviato di “Crash”, programma di Rai Educational, è stato scritto con vernice rossa “Ruffo sei morto”.

“Più che per me mi preoccupo per la mia famiglia, il fatto che qualcuno sappia dove abito e sia padrone di girarci intorno e scrivere sul muro non mi piace...” sottolinea il giornalista minacciato, che aggiunge: “Faccio un appello ai giornalisti: dopo il blitz tutti hanno cominciato a occuparsi del caso Eutelia e spero che continuino a parlarne... Questa gente ha bisogno di attenzione, nel momento in cui smettiamo di occuparcene muoiono loro e muore anche l’azienda”. (Sin/Pn/Adnkronos)

Per consultare la fonte, clicca qui.

 

 

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