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Archivio Novembre 2008

STAMPA: Associated Press in crisi, tagliati 10 posti su 100

di Simona Petaccia (20/11/2008 - 23:55)

AGI, 20/11/2008 - Colpita da una profonda crisi fiananziaria, l’Associated Press - una delle maggiori agenzia di stampa mondiali - potrebbe tagliare fino al 10 per cento della sua forza lovoro entro il 2009. Lo riferiscono fonti dell’agenzia di stampa, considerata una vera e propria ossatura a del sistema informativa statunitense.

I tagli, che dovrebbero riguardare circa 300 impiegati, sarebbero stati annunciati dal direttore, Tom Curley, in un incontro con i dipendenti. L’Ap, 48 Premi Pulitzer, ha uno dei pu’ imponenti team giornalistici al mondo: circa 3.000 giornalisti, e un totale di 4.100 persone dipendenti in 40 uffici sparsi in tutto il mondo.

 

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Un sito per scoprire chi c’ è dietro una notizia

di Simona Petaccia (20/11/2008 - 23:17)

LSDI, 20/11/2008 - Come fare a sapere chi può esserci dietro una notizia? Negli Usa ci pensa SourceWatch, un sito che punta a documentare le attività di propaganda delle aziende di pubbliche relazioni e dei professionisti delle Pr impegnati nella gestione e nella manipolazione della percezione e dell’opinione dei cittadini. (…)

Il sito (…) mette a fuoco persone, organizzazioni e campagne che danno forma alla pubblica agenda.

SourceWatch include anche i profili dei think tanks, delle organizzazioni finanziate da gruppi industriali e degli esperti legati all’industria  che lavorano per influenzare l’opinione pubblica a vantaggio di corporations, governi e interessi particolari.

Il sito si sta allargando per raggiungere altre persone impregnate nel dibattito pubblico, fra cui media, giornalisti, agenzie governative, attivisti e organizzazioni non governative. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico redazione [at] lsdi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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Cronista aggredito a Ivrea, prefetto garantisca liberta’

di Simona Petaccia (20/11/2008 - 22:48)

Unione Nazionale Cronisti Italiani, comunicato stampa del 20/11/2008 - Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unione Nazionale Cronisti Italiani esprimono solidarietà al collega della Sentinella del Canavese, Franco Farnè, aggredito per strada in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli che riportavano critiche sulla realizzazione di un lavoro nel centro storico di Ivrea.

La funzione del giornalista è quella di registrare la realtà e fornire ai lettori una chiave di lettura perché siano messi in grado di formarsi una opinione ragionata degli avvenimenti.

L’aggressione fisica a un giornalista è inconcepibile, anche perché priva la società di un punto di riferimento essenziale. Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unci chiedono al Prefetto di Torino di assicurare il libero esercizio della libertà di informazione garantendo la tranquillità e l’incolumità dei giornalisti.

Il Gruppo Cronisti Piemonte e l’Unci ribadiscono che in alcun caso tollereranno comportamenti che hanno lo scopo di intimidire e limitare la libertà di stampa.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidente [at] unionecronisti.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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Siti web da registrare, la nuova proposta di legge

di Simona Petaccia (20/11/2008 - 22:33)

Punto Informatico, 20/11/2008 - Difficile credere che si tratti di una coincidenza: a poche ore da quando Ricardo Levi ha annunciato la cancellazione delle sue criticatissime proposte per la registrazione coatta di siti web e blog, ritiro subito applaudito dagli esperti, ecco che si affaccia una nuova proposta di legge, che conferma alcuni obblighi per i siti web ma con alcuni decisivi distinguo rispetto all’orientamento Levi.

A presentarla, questa volta, non è un esponente del Partito Democratico ma Roberto Cassinelli del Partito Popolo delle Libertà e membro della commissione Giustizia della Camera. (…)

In particolare Cassinelli prende di mira la legge 62 del 2001 (…) : le ragioni di Cassinelli sono quelle che già all’epoca furono proposte da una petizione firmata da più di 53mila utenti Internet. In quella norma, infatti, la definizione di prodotto editoriale è così generica da comprendere qualsiasi cosa, siti e blog compresi. Da qui parte il parlamentare della maggioranza, spiegando come quella legge di fatto estenda obblighi previsti e considerati necessari per la stampa tradizionale anche a realtà elettroniche che con questa nulla hanno a che spartire. A cominciare, è lecito aggiungere, dalla caccia ai ricchi contributi pubblici per i quali quella norma era nata in primo luogo.

Secondo Cassinelli la sua proposta, dunque, limita qualsiasi obbligo ai prodotti editoriali cartacei oppure solo a quelli che definisce giornali online, “ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno”. A detta del parlamentare tutto questo “risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli”, al punto che definisce la sua proposta una legge salvablog “in piena antitesi con il ddl ammazzablog presentato dall’ex sottosegretario all’editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi”. Cassinelli ci va giù molto pesante sull’impianto Levi: “Una misura assolutamente illiberale e inaudita che metteva il bavaglio alla libera circolazione delle idee, per cui apprezziamo che lo stesso onorevole Levi abbia deciso di fare retromarcia ritirando il capitolo della sua proposta dedicato ad Internet”.

Nonostante le buone intenzioni, però, c’è già in queste ore chi ha individuato nella nuova proposta alcuni rischi per una serie di siti.

La falla più pesante, in particolare, si troverebbe nella nuova definizione di prodotto editoriale “pubblicato nella rete Internet”. Perché un sito venga considerato in questo modo, infatti, deve valere una qualsiasi di sette condizioni. Tra queste non c’è solo la sussistenza di una redazione giornalistica o la riproposizione su web dei contenuti di un giornale cartaceo, ma anche quanto previsto dal “punto b” dell’articolo 2 comma 1, un assai più generico “il gestore o gli autori delle pagine ne traggano profitto”. Questa definizione, associata al fatto che la proposta legge si applicherebbe a pressoché qualunque sito si focalizzi su “la pubblicazione o la diffusione di notizie di attualità, cronaca, economia, costume o politica” si può tradurre, dicono gli esperti consultati da Punto Informatico in queste ore, in nuovi obblighi per qualsiasi sito il cui gestore tragga profitto di qualsiasi genere (non solo economico) dalla propria attività.

Peraltro, che l’espressione “traggano profitto” del punto “b” possa non riferirsi per gli autori del sito solo all’aspetto economico ma a qualsiasi genere di profitto anche non economico, ad esempio in termini di visibilità o reputazione professionale, sembra indicarlo anche il successivo punto “f”, in cui riferendosi agli autori o gestori dei siti si parla invece esplicitamente di “compensi periodici o salutari per la propria attività di gestione o redazione”. Sulla stessa linea anche il successivo “g”. Il problema dell’obbligo di registrazione e di dover sottostare alle altre pendenze della legge sulla stampa a cui sono sottoposti i giornali tradizionali, viene sottolineato ora, non sembra dunque affatto risolto. Anzi si confermerebbero gli obblighi della legge sull’editoria per pressoché qualunque sito pubblichi un banner, un annuncio AdSense o, più semplicemente, permetta a chi lo realizza di ottenerne un profitto di qualsiasi genere. (…)

In altre parole nella proposta Cassinelli (…) non sembra ancora esserci una corretta definizione di prodotto editoriale, con la conseguenza che si lascia aperta la porta ad una conferma degli obblighi di registrazione e degli altri obblighi previsti per la stampa anche per tutta una serie di altri siti.

Di rilevanza, per quanto generico, il comma 2 dell’articolo 2 di questa proposta che afferma, ed è questa la più importante novità rispetto tanto alla legge sull’editoria quanto alla proposta Levi:

“Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell’autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell’autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell’autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l’aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l’aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale”.

Quanto emerge, dunque, è un chiaro tentativo di distinguere come due insiemi separati le attività professionali di informazione da tutte le altre. Il problema, osservano però gli esperti in queste ore, è che questo confine nella realtà delle attività di moltissimi siti è sfumato e quasi impercettibile. (…)

Come detto, ad ogni modo, quella di Cassinelli è una proposta di legge e come tale potrà essere modificata in corsa eliminando le possibili ambiguità. (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico pi [at] deandreis.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

Per leggere il testo completo, clicca qui.

 

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