Incontro con Scalfari, le regole dell’obiettivita’
La Repubblica, testo di Corrado Augias del 16/11/2008 – (…) Uno dei problemi che periodicamente si pongono in un periodico è quello della cosiddetta obiettività. Quando e perchè un periodico può dirsi obiettivo? Che significa obiettività nella pioggia di notizie che ogni giorno invadono le redazioni? (…)
Denunciare la propria linea e le proprie fonti (…) è per un giornale il massimo di obiettività possibile. C’è chi giudica questo criterio troppo riduttivo ma basta pensare a due elementi per convincersi della sua sostanziale correttezza. Il primo è che ogni redazione riceve molte più notizie di quante sia possibile mettere in pagina; ci sono limiti di spazio che nemmeno un giornale ad ampia foliazione può superare. Dunque s’impone una scelta ma ogni scelta viola l’oggettività, viene fatta in base a un giudizio che ha a che fare proprio con la linea editoriale: questo sì questo no, esprime un criterio.
Esclusi ovviamente i fatti che per il loro rilievo s’impongono da soli ed esclusa, altrettanto ovviamente, la disonestà vale a dire la menzogna o la reticenza fraudolenta. C’è poi un secondo filtro che confligge con l’obiettività ed è il rilievo da dare alle notizie. Ogni giornale, su carta o elettronico, ha una sua gerarchia: questa notizia va in prima pagina o apre il notiziario, quest’altra va a pagina 16 o in fondo al notiziario. (…)
Chi decide? Il rilievo del fatto? Certo, quando è indiscutibile. E quando invece è discutibile? Allora decide, ancora una volta, la linea del giornale, la sua (se posso usare questa parola) anima. (…)
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