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Archivio Novembre 2008

Dimmi come comunichi e ti diro’ quanto sei efficace

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 23:16)

FERPI, Giampietro Vecchiato 13/11/2008 – Che rapporto hanno le fondazioni, sia di origine bancaria che d’impresa, con la comunicazione, visto il ruolo chiave che le fondazioni stesse sono chiamate a svolgere nella società? (…) Guadagnare il consenso dell’opinione pubblica e di tutti gli stakeholder è ormai diventato un momento qualificante della strategia di ogni organizzazione sia pubblica che privata; un impegno consapevole, al conseguimento del quale è necessario dedicare risorse e strutture secondo un disegno che abbia caratteristiche di continuità e professionalità. Fruire di una “buona immagine” significa infatti avere ottenuto un attestato di serietà, credibilità, affidabilità e quindi di fiducia che si esprima in un atteggiamento di attenzione, di disponibilità e di ascolto.

Un’organizzazione che ha operato con successo in tale direzione ha maggiori probabilità di farsi conoscere, di “vendere” i propri servizi, di ottenere ascolto, di negoziare con successo, di superare temporanee difficoltà, di svolgere efficacemente il ruolo di promozione economica, culturale e sociale nel territorio in cui opera. (…)

Quali, a questo punto, le linee concettuali alle quali le fondazioni dovrebbero ispirarsi per realizzare una comunicazione efficiente ed efficace?

- Concentrarsi sì sul fare e sulle attività ma anche sull’informazione (fare bene, farlo sapere, essere riconosciuti per averlo fatto);

- concentrarsi in modo migliore sulla costruzione della mappa dei pubblici (stakeholder, influenti, destinatari finali);

- presentare sempre l’organizzazione e il suo capitale relazionale (compresa la mission, la vision e i valoriguida);

- analizzare al meglio e presentare le partnership e le collaborazioni;

- progettare e indicare i criteri utilizzati per il monitoraggio, la misurazione e la valutazione dei risultati;

- definire un mix di strumenti di comunicazione che si ispiri a principi di efficienza, efficacia, creatività coerenza con i pubblici di riferimento.

Adottare tecniche di informazione, di comunicazione e di relazione significa essere trasparenti e condividere con i portatori di interesse i processi decisionali. Anche perché fare e non comunicare ciò che si è fatto equivale a non averlo fatto. In termini di organizzazione è uno spreco di risorse. In termini sociali è una sottrazione di informazioni utili alla comunità.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico donatella.giglio @ ferpi.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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MeltingSpot - la comunicazione d’impresa nell’Italia multietnica

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 22:44)

Etnica.biz, 13/11/2008 - Come sta cambiando la comunicazione d’impresa in relazione all’intensificarsi dei flussi migratori e del protagonismo economico dei migranti? Come il mondo del marketing, della pubblicità e delle relazioni pubbliche sta affrontando l’evoluzione della nostra società sempre più multietnica, multireligiosa e multiculturale? Il marketing e la comunicazione possono, o debbono, diventare strumenti d’integrazione? Queste sono alcune delle domande a cui si intende iniziare a dare risposta nel corso del convegno “MeltingSpot - la comunicazione d’impresa nell’Italia multietnica” che si terrà il prossimo 18 novembre - a partire dalle 14,30 - nella prestigiosa Aula Nievo di Palazzo del Bo (Via VIII Febbraio a Padova).

Il convegno è organizzato dalla Ferpi e da Etnica in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Padova e da Tp - Associazione Pubblicitari Professionisti.

L’incontro rappresenta una tappa del percorso iniziato nel 2004 da Ferpi ed Etnica per individuare, diffondere e sviluppare gli strumenti per meglio gestire il marketing e la comunicazione interculturale. (…)

MeltingSpot proseguirà con l’attribuzione, nell’autunno 2009, del premio alla migliore comunicazione d’impresa finalizzata alla creazione di una società accogliente, dialogante e coesa e, nella primavera 2010, con una mostra itinerante sulla relazione tra la comunicazione e la società multietnica, multiculturale e multireligiosa.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico mail @ studionapolitano .it  indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Giornalismo della convivenza

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 22:13)

La Nuova Ecologia, testo di Elisabetta Galgani del 14/11/2008 - Piove fitto a Firenze mentre iniziano i lavori alle Giornate dell’Interdipendenza sull’Africa (…). Al suo terzo anno, il laboratorio di formazione per giornalisti e operatori del settore si dedica al racconto del continente africano. (…)

«Un seminario necessario – spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – nel nostro mondo dell’informazione troppo spesso appiattito sulla visione a volte catastrofista, a volte buonista dell’Africa». L’intento degli organizzatori è quello di rovesciare lo stereotipo del continente massacrato dalla fame, dalle guerre e dal fenomeno dei profughi e ridare dignità ad un luogo invece carico di risorse e in fermento.

«La leva per una rinascita è puntare proprio sulle tradizioni e sulle culture locali – spiega Liliane Ndirira Mugombozi, direttrice di New City- Nouvelle Citè Africa  - solo in questo modo l’Africa può diventare un cantiere di nuovi modelli di partecipazione e sviluppo». Liliane, congolese di nascita che vive a Nairobi, racconta alla platea la sua storia. «Bisogna investire sulle persone – spiega – (…). E bisogna investire anche sui media per un vero e proprio “giornalismo della convivenza” che rifugga l’autoreferenzialismo, la spettacolarizzazione del dolore e del conflitto e gli stereotipi». (…)

«Il valore dell’interdipendenza delle comunità –  dichiara Cogliati Dezza – è stato rilanciato in questi giorni anche dall’elezione di Barack Obama alle presidenziali americane». Un’occasione mancata però per i media europei e statunitensi. (…) I media non fanno informazione ma agiscono solo il ruolo di rassicurazione per gli occidentali. La rassicurazione più grande sull’Africa è che comunque noi occidentali rimaniamo i più forti, i più ricchi, i più evoluti e che c’è sempre qualcuno più nero di noi, più povero di noi, più involuto di noi».

Ma la verità è che anche usare un termine onnicomprensivo come “Africa” è una semplificazione geografica e culturale: come diceva Kapuscinski “l’Africa non esiste”. Almeno per come la immaginano i media in Occidente. «Basti pensare che nelle Afriche si parlano circa 2.000 lingue diverse e noi continuiamo a chiamarle dialetti – spiega padre Giulio Albanese, giornalista e fondatore dell’agenzia Misna – e che le Afriche sono enormi rispetto all’Europa. Quando in Italia si parla di un’Africa unica di che cosa si parla?».

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico web @ lanuovaecologia.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Il futuro del giornalismo on line: inizia l’era mediatica del Sesto Potere

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 21:58)

IL DENARO, testo di Luigi D’Alise del 13/11/2008 - Il mondo dell’informazione è in fermento, con nuovi dibattiti, ricerche e riflessioni sul futuro del giornalismo su web. E sulle possibilità, per i media tradizionali, di mantenere la loro fisionomia, utilità e sopravvivenza in funzione della capacità di adattamento alla “rivoluzione digitale” in atto.

Dal “Rapporto sulla situazione sociale del Paese” elaborato dal Censis, il Centro studi investimenti sociali, e pubblicato nelle scorse settimane, emerge che il 21,1 per cento di italiani legge giornali via internet. Dato che sale al 29 per cento, a sfogliare le pagine di un altro studio condotto dal Censis e dall’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana, pubblicato a febbraio dello scorso anno. E che lievita al 30 per cento per l’ “Osservatorio Demos-Coop sul Capitale sociale”, presentato a dicembre, dove si sottolinea come l’informazione telematica, per i nostri connazionali, sia anche quella più affidabile.

Un’altra interessante fotografia sulla “dieta mediatica” degli italiani è offerta dall’Isimm, l’Istituto per lo studio dell’innovazione nei media e per la multimedialità. Nella ricerca, dal titolo “Gli italiani, l’informazione, i nuovi media”, commissionata da Ansa e Rai Net, si pronostica che entro due anni internet supererà la carta stampata e raggiungerà come importanza la televisione, attuale regina incontrastata, con il 92 per cento di consumatori di telegiornali.

L’informazione online si attesterà su un indice di penetrazione pari al 45 per cento, mentre i giornali non dovrebbero superare il 36 per cento. Si distribuiranno diversamente, spiega ancora la ricerca, anche i momenti trascorsi davanti ai media. Se il piccolo schermo continuerà a catturare la stessa quota di attenzione, si passerà sempre meno tempo a sfogliare le pagine di un quotidiano: la quota di time-share scenderà dal 41 al 22 per cento. Si dilaterà, invece, lo spazio quotidiano dedicato ad internet: dal 9 al 24 per cento. Il documento traccia infine un identikit del lettore delle testate online: maschio, con un’età inferiore ai 30 anni, lavoratore dipendente, laureato e sempre più corteggiato dalle concessionarie pubblicitarie, alla ricerca di nuove strategie di business.

Per Marco Pratellesi, direttore di Corriere.it, edizione online del quotidiano di via Solferino, gli editori oggi hanno un serio problema: pensare la formula del giornale post-internet che è il nuovo volto, tecnologicamente evoluto, di quanto quotidiani, radio e televisione hanno rappresentato nel Novecento. Eppure sono già trascorsi 14 anni da quando, nel 1994, L’Unione Sarda sbarcava, primo giornale italiano, su internet. (…) Nel 1999 oltre il 60 per cento del totale delle testate nazionali quotidiane aveva l’edizione online. Inizialmente come semplice trasposizione elettronica del giornale a stampa, prima di divenire un medium nuovo, puntando su aggiornamenti in tempo reale, multimedialità, immagini e filmati, forum, rubriche. Incalzati da un pubblico che chiede di fruire di informazioni con sempre maggiore rapidità, varietà e semplicità. (…).

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico denaro @ denaro.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano...

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 21:41)

Blog di Beppe Grillo, 13/11/2008 - Il disegno di legge ammazzablogger non è figlio di nessuno. (…) Non una voce dei nostri parlamentari (…) si è levata a favore della Rete. Eppure dovrebbe importargli qualcosa. Milioni di italiani ci vivono, la frequentano, discutono e INFORMANO. (…)

I veri giornalisti stanno in Rete (…). La Rete esprime un Paese diverso. (…)

La legge ammazzablogger non va presa alla leggera. Neppure in Cina hanno osato tanto. Se passa, la Rete scompare. Ho letto molti commenti che consigliano di spostare all’estero i blog o di registrarsi con un indirizzo .com, .net o altro, non soggetto alle leggi italiane come il .it. Perché dovremmo farlo? Lo facciano loro, con i loro siti di m..da. (…)

All’inseguimento invece che in fuga. Centinaia di blogger stanno mostrando la faccia, il nome e cognome, il loro indirizzo http con l’iniziativa “FREE BLOGGER”. Sono loro il cambiamento. Non lo fermerete.

“Se tutti i blogger del mondo si dessero la mano...” (…)

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico freeblogger @ beppegrillo.it indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

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Vecchio e nuovo giornalismo a confronto. L’evoluzione digitale dell’informazione

di Simona Petaccia (13/11/2008 - 20:09)

Mercoledì 19 novembre 2008 (ore 17:00), presso il Circolo della Stampa di Milano (Palazzo Serbelloni, Corso Venezia n. 16), si svolgerà l’incontro-dibattito “Vecchio e nuovo giornalismo a confronto. L’evoluzione digitale dell’informazione” organizzato dall’Associazione GSA (Giornalisti Specializzati Associati) e Assodigitale (Associazione Italiana Operatori Media Digitale) in collaborazione con Televisionenet.tv.

Interverranno:

- Prof. Franco Abruzzo, Docente di Diritto dell’Informazione;

- Marco Massarotto, CEO di HAGAKURE.IT;

- Vittorio Pasteris, blogger e redattore de LA STAMPA.IT;

- Tommaso Tessarolo, blogger e consulente in comunicazione;

- Roberto Zarriello, esperto di nuovi media e autore di “Penne Digitali”;

Modererà l’incontro:

- Michele Ficara Manganelli, blogger e Presidente di Assodigitale.

L’incontro sarà introdotto da:

- Roberto Bonin, Presidente nazionale di GSA – Giornalisti Specializzati Associati;

- Domenico Fiordelisi, Presidente onorario di GSA – Giornalisti Specializzati Associati.

Per maggiori informazioni, scrivere un messaggio e-mail all’indirizzo elettronico presidenza @ gsaitalia.org indicando ‘Simona Petaccia’ nell’oggetto.

 

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