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Il ''pubbligiornalista'', professionista ''geneticamente modificato''

di Simona Petaccia (30/11/2007 - 21:26)

Di seguito, si riporta un pezzo di Giuseppe Altamore, vice-caporedattore di Famiglia Cristiana, in cui si denuncia al congresso "Scienza e Società" della Fondazione Diritti Genetici la commistione tra informazione e pubblicità:

Redattore Sociale, 30 novembre 2007 - "Nelle redazioni è nata una nuova figura professionale, il "pubbligiornalista, ovvero un organismo geneticamente modificato ottenuto dall'incrocio tra il giornalista ed il copywrighter". Questa la denuncia lanciata oggi da Giuseppe Altamore, vice-caporedattore di Famiglia Cristiana, al congresso "Scienza e Società" organizzato nella capitale dalla Fondazione Diritti Genetici, riprendendo quanto già scritto nel suo libro "I padroni delle notizie".

Il motivo è che "l'informazione giornalistica è sempre più assoggettata agli interessi degli inserzionisti, per cui i lettori sono stati trasformati in consumatori e la stampa in spazi di pubblicità occulta. E chi dovrebbe controllare non ha i mezzi per farlo o non lo fa". Non solo gli inserzionisti acquistano pagine di pubblicità tabellare, ma stipulano accordi con la concessionaria di pubblicità, per cui "a fronte di tali pagine, si assicurano un articolo o un'intervista, che si trasforma in un consiglio per gli acquisti"

 

 

"Un tipico esempio - ha spiegato il giornalista - di come gli inserzionisti sconvolgono il contenuto dell'informazione è il caso delle acque minerali". L'Italia è infatti divenuto il paese che ne consuma di più al mondo, con oltre 190 litri pro-capite annui, una spesa di 350 euro per famiglia ed una produzione di oltre 150 tonnellate di plastica, "nonostante la discreta qualità dell'acqua potabile". La causa è appunto da ascrivere alla "pressione pubblicitaria esercitata dai produttori, per una spesa complessiva di 350 milioni di euro l'anno, attraverso cui si diffondono sulla stampa messaggi favorevoli al consumo di acqua in bottiglia, mentre si tacciono i difetti e gli scandali del lucroso settore".

 

 

Ma esistono casi ben più gravi, ha tenuto a precisare Altamore, che riguardano il settore della salute, come l'esempio clamoroso della "pandemia del secolo che non c'è stata", ovvero quella dell'influenza aviaria.

 

 

Una fobia collettiva nata da un comunicato stampa emesso durante un convegno del settembre 2005 a Malta, organizzato da una casa farmaceutica produttrice di farmaci antivirali, ed in cui si ventilava "l'ipotesi apocalittica di milioni di morti solo in Italia" e si spingeva all'acquisto di farmaci e vaccino. La stampa non solo riprese quanto dichiarato dall'azienda farmaceutica, ma per settimane non fece altro che parlare dell'argomento con toni allarmanti, in un "coro univoco", spingendo il governo a spendere milioni di euro per comprare farmaci antivirali, con una clamorosa marcia indietro - ha sottolineato Altamore - a seguito della pressione di un altro grosso settore produttivo, quello avicolo, a causa del crollo dei consumi".

 

 

A mettere ordine nel settore, ha spiegato il vice-caporedattore di Famiglia Cristiana, dovrebbero provvedere l'Authority Antitrust, l'Ordine dei giornalisti ed il Giurì dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che finora non sono riusciti a farlo, basti pensare che quest'ultimo, in 40 anni, ha esaminato solo 40 casi.

 

 

L'aggravarsi della situazione è da ascriversi al dominio del mercato pubblicitario da parte del duopolio Rai-Finivest, che coprono oltre il 60% dei ricavi pubblicitari, per cui tutte le altre testate, soprattutto la stampa, devono dividersi il resto.

 

 

"Il problema - ha evidenziato - è la fragilità economica delle aziende editoriali, molti organi di stampa sono in crisi e per resistere cedono alle pressioni degli inserzionisti. La soluzione, secondo Altamore, è nell'approvazione della riforma Gentiloni, in modo da mettere ordine nel mercato pubblicitario, con una distribuzione della torta più equa, ma anche nel "fare appello al senso etico dei giornalisti, che dovrebbero essere i veri padroni delle notizie".

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Dalla carta stampata a YouTube: un convegno sul giornalismo a Bibbiena

di Simona Petaccia (30/11/2007 - 21:19)

Intoscana.it, 30/11/2007 - Come è cambiato e come sta cambiando il mondo del giornalismo e della comunicazione nell'era di internet, telefonini e you tube. Se ne parlerà domani a Bibbiena (Arezzo), in un convegno dal titolo “Giornali e giornalisti, tra vecchi e nuovi media”. L'appuntamento è alle 17 alla biblioteca Giovanni Giovannini del paese aretino e sarà proprio Giovannini, per anni presidente dell'ANSA e della Fieg (Federazione italiana editori giornali), e nativo di Bibbiena, a fungere da moderatore.

(…) «La giornata - ha spiegato Giovannini - inizierà con un “vecchio” media, ovvero un libro, e proseguirà con i “nuovi” media. In particolare, il convegno esplorerà il futuro del giornalismo in rapporto con i nuovi media, dal telefonino al web e a you tube, e al peso sempre più rilevante che questi hanno nella mutazione del rapporto tra cittadini e politica».

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L’informazione che cambia. Dai quotidiani alla free press a Internet

di Simona Petaccia (29/11/2007 - 22:31)

Ferpi, testo di Elena Fornasier del 29/11/2007 - Guardare ai new media con lo sguardo curioso di chi vuol cogliere nuove opportunità senza dimenticare il prestigio della tradizione.

(…) La rapidità evolutiva della tecnologia non è calcolabile. L’ultima copia del New Tork Times era stimata inizialmente nel 2043, ma oggi si pensa già al 2012, e forse il prossimo anno il termine potrebbe cambiare ancora. Il problema non sono i giornali in sé, e il calo percentuale del numero delle copie non è da attribuire esclusivamente alla crisi della “domanda”. C’è infatti un aumento del desiderio di informazione, il cittadino la chiede, la vuole e la cerca nei canali che sceglie. Il cittadino si trova nella posizione di poter decidere il modo di consumare le informazioni e spesso ne partecipa alla realizzazione stessa.

(…) Cambiano quindi gli scenari, le modalità, non i contenuti. In un contesto che vede un gran numero di mezzi di comunicazione possibili una scelta vincente è stata quella della free press che ha cercato un nuovo posizionamento: quello di uno strumento tradizionale gestito con modalità differenti, con un nuovo modello di business. Un supporto cartaceo gestito con modalità per certi versi tratte dal web. La free press ha saputo comprendere la necessità di incontrare il lettore nei frammenti di tempo interstiziali e da questo ha iniziato il suo percorso evolutivo. Nonostante i  numerosi attacchi subiti dalla stampa intesa in senso tradizionale, ha inoltre saputo smentire i pregiudizi sui bassi profili socio economici dei suoi lettori ed ha intercettato anche la fascia dei più giovani, portati al concepire l’informazione in un’ottica di gratuità. (…) Grazie al sistema distributivo ed al modello editoriale, oggi la free press può contare su dati Audipress che certificano una crescita degli investimenti pubblicitari quasi dieci volte maggiore rispetto a quello della stampa tradizionale. E questo richiede sempre maggior qualità. Alla gratuità e disponibilità tipici del web, testate quali Siti, Leggo e Metro aggiungono la connotazione locale e (…) hanno la capacità di interpretare il nuovo citizen journalism mantenendo la fondamentale intermediazione giornalistico-editoriale.

Ma parlare di mezzi di oggi, di ieri e di domani non vuol dire per forza creare antagonismi e lotte intestine nel mondo della comunicazione. Vuol dire anzi avere la capacità di comprendere che modelli di business diversi hanno e avranno funzioni e risultati diversi. A ciò che esiste si può benissimo aggiungere dell’altro senza privarne di valore o ruolo.

(…) In un contesto così eterogeneo il professionista che governa in maniera efficace le relazioni pubbliche è chiamato ad essere camaleontico e a seminare con i mezzi che ritiene più adatti ai singoli contesti. (…)

Relazioni pubbliche e pubblicità, new media e stampa tradizionale: o si cambia o si muore? Quali saranno i nuovi ruoli di giornalisti ed opinionisti? Qual è la percezione di credibilità e autorevolezza attribuita ai cosiddetti new media? A questi spunti (…), una risposta concorde è emersa. Realtà nuove, in continua evoluzione e costruzione non possono ancora competere con brand della stampa che vantano una tradizione più che centenaria. La sfida quindi è aperta per tutti.

Per la new press per crescere nella qualità dei contenuti, per la stampa tradizionale nel non perdere significato di esistere ma accrescere il suo valore aggiunto, per il web in continua e crescente espansione, per la pubblicità chiamata ad esplorare i vari canali che ogni giorno si aprono, ma soprattutto per le relazioni pubbliche. (…) È necessario talvolta affrontare il mondo della comunicazione con maggiore cognizione di causa, con la capacità di creare la giusta sinergia tra i diversi mezzi senza perderne il valore e la valenza. (…)

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Perquisizione in redazione: UNCI, cronisti non sono criminali

di Simona Petaccia (28/11/2007 - 21:12)

ANSA - Castellaneta Marina (Taranto), 28 novembre 2007 - La giunta nazionale dell’ Unci (Unione Nazionale Cronisti Italiani) ed i delegati al congresso della Fnsi iscritti all’Unci denunciano in una nota “il grave clima che si è determinato attorno ad ogni elementare diritto di cronaca e di cui è espressione la vicenda della perquisizione nei confronti del collega del Giornale della Toscana Simome Innocenti per il quale è stato ipotizzato dalla procura di Firenze il reato di ricettazione”.

“Tale ipotesi di reato, pur non costituendo un inedito - prosegue la nota - aggrava ulteriormente una visione del lavoro di cronaca come assimilato ad un’attività criminale ed indica l’assoluta urgenza di difendere il ruolo del giornalisti impegnati nelle inchieste di denuncia in settori nevralgici come quello della sanità”.

“La vicenda di cui è accusato di essersi occupato il collega è infatti legata a quel mondo e le notizie di cui viene ipotizzata la diffusione nonostante fossero coperte da segreto sono la denuncia di una donna al quale era stato diagnosticato erroneamente una malformazione del feto”.

“L’Unci - conclude la nota - esprime solidarietà al collega del Giornale della Toscana e ribadisce il proprio impegno contro ogni intimidazione nei confronti dei giornalisti e condanna con determinazione la copiatuta di materiale professionale e personale contenuto nel disco rigido del computer del collega, materiale che nulla ha a che vedere con l’inchiesta”.

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Perquisizione GDF in redazione Giornale della Toscana

di Simona Petaccia (28/11/2007 - 20:53)

ANSA - Firenze, 28 novembre 2007 - Perquisizioni della guardia di finanza nella redazione del Giornale della Toscana a Firenze e nell’abitazione del  giornalista Simone Innocenti, a Montelupo.

A renderlo noto è la direzione del quotidiano precisando che il decreto era firmato dal procuratore capo Ubaldo Nannucci. Il provvedimento rientra nell’inchiesta aperta dopo la pubblicazione sull’Espresso, con un articolo di Gianluca Di Feo e Daniela Minerva, di stralci del verbale con la deposizione di una madre di Borgo
San Lorenzo che aveva interrotto la gravidanza ritenendo - dopo parere medico - che il feto fosse affetto da una grave malformazione.

A Innocenti, al quale il Cdr ha già espresso la sua “solidarieta”, viene contestato il reato di ricettazione e di aver “concorso” con De Feo e Minerva alla pubblicazione “incriminata”.

Alle 9 cinque finanzieri e un consulente tecnico hanno perquisito la redazione del Giornale della Toscana, sequestrando documenti e altro materiale dalla scrivania di Innocenti e copiando interamente il disco fisso del suo personal computer.

La vicenda, per il direttore del Giornale della Toscana, Riccardo Mazzoni è “allucinante. Un giornalista e un’intera redazione sono stati bloccati per ore per un articolo uscito su un’altra testata e firmato da giornalisti che nulla hanno a che fare con questo giornale”, aggiunge, sottolineando che l’unica colpa di Innocenti “é quella di essere un collaboratore dell’Espresso”. Mazzoni, che parla di “intimidazione” da parte della magistratura, si chiede perché la procura non faccia luce, “al proprio interno sui responsabili delle fughe di notizie” che poi finiscono sui giornali.

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Corte diritti dell’uomo condanna il Belgio sul “caso Tillack”

di Simona Petaccia (27/11/2007 - 22:51)

ANSA - Bruxelles, 27 novembre 2007: La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il Belgio per violazione della libertà di espressione in seguito a perquisizioni effettuate contro il diritto alla protezione delle fonti giornalistiche nell’ufficio di un corrispondente tedesco a Bruxelles.

La sentenza della Corte fa riferimento a fatti accaduti nel 2004 contro il giornalista Hans-Martin Tillack, corrispondente a Bruxelles per il settimanale Stern dal 1999 al 2004, nell’ambito di un’indagine avviata in seguito alla pubblicazione di due suoi articoli su presunte irregolarità delle istituzioni europee in cui si citavano documenti confidenziali dell’Olaf, l’ufficio antifrode della Ue.

Dopo avere condotto un’indagine per scoprire l’origine della fuga di notizie, l’Olaf evocò la possibilità che il giornalista fosse venuto in possesso dei documenti riservati dopo avere versato denaro. Una denuncia che diede il via ad un’indagine giudiziaria per corruzione presunta e per violazione del segreto professionale, nell’ambito della quale la casa e l’ufficio di Tillack furono perquisiti.

Oggi la Corte ha chiarito che le perquisizioni “avevano come scopo di svelare la provenienza delle fonti” e che pertanto rientravano “nel campo della protezione delle fonti giornalistiche”.

“Il diritto dei giornalisti di tacere le proprie fonti non deve essere considerato come un semplice privilegio che può loro essere tolto in funzione della liceità o non liceità delle fonti”, rileva la sentenza della Corte. Questa sentenza ha due precedenti (le sentenze Goodwin e Roemen).

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Assostampa Enna: Giornalisti, lotta al precariato

di Simona Petaccia (27/11/2007 - 20:06)

ViviEnna.it, 27/11/2007 - «La provincia di Enna, conta più di 50 giovani giornalisti precari, è arrivato ormai il tempo di fare sentire la voce di chi, dopo tanti anni, merita una stabilizzazione e un contratto di lavoro giornalistico». Il segretario provinciale dell’Assostampa, Ivan Scinardo, rilancia l’appello del Presidente della Repubblica Napolitano, inviato a Franco Siddi e Paolo Serventi Longhi, rispettivamente Presidente e Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in occasione del XXV congresso nazionale della FNSI, che si sta tenendo in questi giorni tra Bari e Taranto.

Il capo dello stato ha auspicato una ''nuova partenza costruttiva'' della trattativa per il rinnovo del contratto giornalistico, riconoscendo al settore dell'informazione «l'insostituibile funzione civile di una informazione libera e pluralistica e il suo ruolo essenziale nella crescita di una società democratica», sottolineando la necessità di una riflessione per meglio coniugare i principi di libertà e di responsabilità dell'informazione.

(…) «Questo è un momento difficile per la categoria - dice Scinardo. Nella nostra provincia vorremmo che molti enti applicassero la legge 150, ormai disattesa da 7 anni, che istituisce gli uffici stampa. In questo modo molti giovani giornalisti precari potrebbero trovare un lavoro stabile».

Inoltre sono passati mille giorni dalla scadenza del principale contratto di lavoro. Scinardo auspica un sindacato più forte a difesa della dignità di tutti. (…) Un ruolo importante dovrà esercitarlo l’Ordine dei giornalisti, oggi più di prima chiamato a vigilare per il rispetto delle prerogative della categoria.

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Scontro sul giornalismo ruffiano Volano «botte» tra Gad e Mentana

di Simona Petaccia (27/11/2007 - 11:15)

ilGiornale.it, testo di Luca Telese del 27 novembre 2007 - Botte da orbi fra Chicco (Mentana) e Gad (Lerner). Sul duopolio. Ma anche sullo share. E poi sul «giornalismo ruffiano» (che ovviamente Lerner individua nel conduttore di Matrix) e su quello «noioso» (che ovviamente Mentana individua nel suo rivale).

Tutto parte da una rubrichetta al curaro che Lerner cesella sul suo sito Gadlerner.it. Poche righette affilate per togliersi un sassolino contro il giornalista di «Canale 5». Infatti Gad racconta di essere tornato a casa dopo il suo programma, di essersi messo a fare zapping e di essersi arrabbiato una volta arrivato a Matrix: «Davvero istruttivo saltellare fra Vespa e Mentana che stanno facendo la stessa trasmissione...». Perchè, vi chiederete voi? Perché Lerner vede i due talk show concorrenti uno come la fotocopia dell’altro: «Faceva impressione - accusa - quel loro modo ruffiano e affine di intendere il giornalismo televisivo. A un certo punto il più impettito fra i due conduttori quello coi capelli tinti - scrive perfido Lerner - ha sgridato un’ospite che manifestava dubbi sull’utilità della trasmissione: non capisci che serve per mettere in guardia i genitori sulle cose brutte che rischiano di fare i loro figli?».

La conclusione della «visione comparata» lerneriana è affilata come un rasoio: «Ho pensato che lo scoop di La Repubblica è meritorio ma solo perché certifica una situazione risaputa. Certo Berlusconi ha piazzato in Rai dei suoi dipendenti diretti, quando ha potuto. E ci sono un paio di direttori di rete e di tg che hanno sempre mantenuto il cuore Mediaset anche quando lavoravano in Rai». Però... «Guardando la tv - aggiunge Lerner rincarando la dose - ieri sera mi è venuto in mente però che il duopolio collusivo Rai-Mediaset funziona col pilota automatico, anche senza bisogno della solerte Debora Bergamini».

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Roma: all'Auditorium le “Lezioni di Giornalismo”

di Simona Petaccia (26/11/2007 - 22:20)

Adnkronos Cultura, 26 novembre 2007 - ''Questa rassegna rientra nella volontà di aprire la programmazione dell'Auditorium alla cultura in senso lato''. Così Carlo Fuertes, amministratore delegato della fondazione ''Musica per Roma'', ha spiegato il senso dell'iniziativa ''Lezioni di giornalismo'', prodotta dalla fondazione in collaborazione con il settimanale d'informazione ''Internazionale''.

La rassegna, curata da Chiara Nielsen, Oscar Pizzo e Guido Barbieri, porterà nella capitale, tra il mese di dicembre e quello di giugno, sette dei maggiori giornalisti mondiali, ''non solo di carta stampata'', come sottolineato da Fuertes, per raccontare le loro esperienze, le loro passioni, le storie che hanno raccolto attraversando il pianeta, ''i loro strumenti e magari anche qualche trucco del mestiere'', come ricordato dal direttore di ''Internazionale'', Giovanni De Mauro.

Gli incontri saranno accompagnati da proiezioni, mostre fotografiche e performance artistiche ''in modo che possano interessare non solo gli addetti ai lavori, ma un pubblico eterogeneo'' ha tenuto a precisare Fuertes. (…)

 

 

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Tag: LezionidiGiornalismo

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'Report', il giornalismo di inchiesta che piace

di Simona Petaccia (26/11/2007 - 13:44)

Adnkronos – Ign, 26 novembre 2007: L'informazione non addomesticata di 'Report' piace al pubblico. E la prova arriva dagli ascolti incassati dal programma giornalistico di Milena Gabanelli, in onda da dieci anni su Raitre.

La trasmissione fatta di inchieste realizzate da giornalisti free lance e trasmessa la domenica in prima serata sulla terza rete della Rai ha aperto la stagione 2007 attestandosi su una media di 3 milioni di spettatori.

Solo ieri sera 'Report', che tornava ad affrontare la questione delle esternalizzazioni ovvero quella pratica di dare in appalto a cooperative o ad agenzie interinali una parte del lavoro di enti e aziende, è stato seguito da 2 milioni 999 mila persone con uno share del 12,37%.

Segreto del successo: il rigore giornalistico con cui la squadra della signora delle inchieste affronta argomenti spesso conosciuti ma complessi o dai risvolti poco chiari.

Milena Gabanelli per la sua trasmissione sempre più punto di rifermiento nel panorama dell'informazione italiana, ha ricevuto dal 2000 a oggi 19 premi giornalistici, dal Pulitzer italiano, il 'Premiolino' "per aver dimostrato che anche in Tv è possibile un'informazione libera, critica e costruttiva" al "Premio Ornella Geraldini" conquistato nel febbraio scorso. (…)

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