Storie di rete: dalle distrazioni di Ricardo Levi ai preservativi della Edelman: dove stiamo andando con i social media?
Ferpi.it, 25/10/2007: articolo di
Un articolo di legge indecente che ci mette sullo stesso piano della Cina o della Birmania in quanto a libertà del, peraltro sempre più retorico e fittizio, ‘popolo della rete'. Insomma, (…), ecco un vero infortunio diplomatico prodotto questa volta dal suo più vicino membro di governo. (…)
Ma è solo un incidente? O è la spia di una questione più importante?
Credo interessante, con l'istinto puro che gli è proprio, la reazione meditata (soprattutto la più recente, quella del 20 Ottobre) di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), il quale – senza sprezzo del pericolo insito in tale iniziativa - lancia l'idea di v-day sull'informazione, chiedendo innanzitutto l'abolizione dell'ordine dei giornalisti e l'abolizione dei contributi pubblici all'editoria.
(…) Non sarà infatti sfuggito che, in questi ultimi tempi, mi sto sempre più orientando a favore di una regolazione pubblica, non solo del giornalismo ma anche delle relazioni pubbliche.
Certo, l'ordine attuale esistente solo in Italia e in qualche altro Paese meno fortunato (Nigeria, Brasile, Perù, Panama, Venezuela) non può essere una soluzione efficace.
Ma attenzione, l'idea di Grillo ha però (credo… e sarebbe interessante capirlo meglio) un'altra motivazione: lo sviluppo dei social media ha creato una situazione del tutto inattesa, poiché ognuno di noi è potenzialmente un media e quindi – senza con questo in alcun modo rinunciare all'ambizione di qualsiasi democratico (rappresentativo o deliberativo che sia) di operare perché venga messo a disposizione dei cittadini tutti un terreno accessibile e paritetico di regole condivise da rispettare, è necessario articolare un insieme di ‘paletti' che consentano a ciascuno di sopportare meglio l'ondata di tanfo che -poiché chi scrive in rete fa parte del mondo reale ed è quindi tale a quale a noi- si solleva anche dalla blogosfera con tutta il suo mix di contenuti di certo straordinari, come ci diciamo ogni giorno…ma anche come di melma montante.
Lavoro forse impossibile, ma che forse Ricky potrebbe prendere in seria considerazione.
Perché non fa quello che ha fatto il suo collega del governo neozelandese (ministro degli interni) per la nuova legge di polizia con un wiki (link a http://www.prconversations.com/?p=335) che per sette mesi ha coinvolto non solo i cittadini di quel Paese, ma anche molti esperti e curiosi di tutto il mondo?
Una forma davvero inclusiva di democrazia deliberativa.
Potrebbe proporre la cosa anche a Beppe Grillo, farla con lui e fare una bella figura, e intanto predisporre un bel ddl per l'abolizione (sacrosanta) dei finanziamenti pubblici all'editoria e (ovviamente) dell'ordine dei giornalisti, per sostituirlo, coinvolgendo anche Paolo Gentiloni -ma anche relatori pubblici, giornalisti e comunicatori responsabili e consapevoli- con qualcosa che potrebbe rappresentare una punta di diamante anche a livello internazionale. Il solito illuminismo? Ovviamente si. (…)
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